Festivaletteratura
Edizione 2006
/Cronache
Scritture Giovani
Edizione 2006 - Cronache

  Giovedì 7 Settembre 2006

<< Giorno precedente Giorno successivo >>

ENTRARE DENTRO LA MUSICA - (evento n° 0)
Torna su
Salendo per la scalinata di Palazzo della Ragione si possono sentire strani rumori... eh sì, stiamo per entrare dentro la musica. <<La vita antica fu tutta silenzio, nel Diciannovesimo secolo con l'invenzione delle macchine nacque il rumore>>. Addentrandoci in questo percorso prima il silenzio , poi il rumore di strane macchine e stravaganti applicazioni, con lo scopo di vedere la musica con occhi diversi in compagnia della Banda Osiris. Dodici variazioni per pianoforte (piano bar, piano regolatore, ripiano, piano diabolico, renzo piano, piano cottura, altopiano, ecc... ), il dj set pausa pranzo, l'arpa e il suo simile: la carpa, una chitarra a gas, un piano per fachiri e tanto altro ancora. Insomma, un appuntamento di certo all'insegna del divertimento!

Guarda il video dell'evento


AS SMART AS THEY ARE:THE AUTHOR PROJECT (evento n° 0)
Torna su
McSweeney's, casa editrice di culto per quanto riguarda la cosiddetta "nuova scena letteraria americana", è nata e ha sede a San Francisco in California. Dopo il successo ottenuto a livello globale ha scelto di aprire numerose succursali (siano uffici o siano negozi) anche nel resto dell'America. Uno di questi negozi si trova (abbastanza prevedibilmente) a New York, in un piccolo spazio che riflette appieno lo spirito goliardico degli editori: tra residui di placche odontoiatriche, colle a base di burro e cineserie assortite trova anche spazio una band, gli One Ring Zero. I due componenti del progetto (Claviola e fisarmonica) suonano infatti durante brevi reading, ma la loro attività non si limita qui: inizialmente sconosciuto, poi diventato praticamente leggendario, il duo (occasionalmente sestetto) si è ritrovato a sostenere veri e propri concerti davanti a migliaia di persone, attirando anche numerosi scrittori (Paul Auster e Neil Gaiman, tra i tanti) che si sono offerti di scrivere — esclusivamente per loro — dei testi per le loro canzoni, sfociate nel progetto-album As Smart as We Are. Questa è la loro storia, ed è tutto meno che prevedibile.


PACO URONDO, LA PALABRA JUSTA (evento n° 0)
Torna su
Stimolati dal maggior interesse che i filmati riguardanti autori minori hanno suscitato nel pubblico l'anno scorso, anche in questa edizione gli organizzatori della rassegna cinematografica hanno voluto mantenere questo filone. Visto lo stretto legame esistente tra il poeta Paco Urondo e la realtà politica della sua nazione, l'Argentina della dittatura, il drammatico documentario non poteva che essere altamente informativo della situazione sociale di quel periodo. "Spesso parliamo ma non facciamo niente": con queste parole il poeta da giovane annunciava al padre di lasciare la casa famigliare per seguire la sua tensione al vivir: il film segue dunque la sua biografia, intervallando testimonianze di conoscenti e parenti con letture di brani di sue poesie. Dopo i primi contatti poetici, in seguito al contatto con intellettuali impegnati, la sua arte mutò decisamente, in direzione marcatamente militante, tant'è che i due lati della sua persona finirono per collimare e risultare non più separabili. Forse, per chi visse nell'antagonismo attivo contro la dittatura e l'oppressione non ci sono parole migliore delle sue per descrivere la sua stessa poesia: imbracciai il fucile alla ricerca della parola giusta.


LA FISICA IN BALLO (evento n° 0)
Torna su
"La scienza è anche alla base di una cosa passionale come il tango argentino"... dice Marco Gheri il ballerino di tango che ci ha intrattenuto durante l'evento La fisica in ballo a Palazzo della Ragione. L'incontro è iniziato con un ballo tra Giovanni e Veronica. Marco poi ci ha spiegato l'importanza della fisica in un ballo di coppia come il tango. Innanzitutto ci ha parlato del baricentro che, soprattutto nella coppia, serve a mantenere l'equilibrio in modo che i ballerini non caschino. Successivamente attraverso degli esperimenti, Marco, ci ha fatto capire che i ballerini devono stare sullo stesso piano. Infine abbiamo capito che con il movimento della rotazione, nel tango, entrano in gioco l'attrito e la massa che permettono ai ballerini di fare movimenti articolati.

Guarda il video dell'evento


PARIS MARSEILLE (evento n° 0)
Torna su
Un pubblico entusiasta ha accolto la proiezione di Paris-Marseille, il documentario di Sebastian Martinez Pineiro in anteprima italiana per il Festivaletteratura nell'ambito della rassegna Pagine nascoste. La pellicola, dis-adattamento del "viaggio concettuale" in autostrada che lo scrittore argentino Julio Cortàzar intraprese insieme a sua moglie nel 1982, percorrendo lo spazio di nove ore in trentatré giorni e 65 spazi di sosta, è un esempio originalissimo di trasposizione cinematografica. Il regista diventa protagonista di una rotta già tracciata dal testo e, a sua volta, narratore del viaggio parallelo di due "cosmonauti dell'auto" o, più propriamente, di due "autonauti del cosmo".


IN THE REALMS OF THE UNREAL (evento n° 0)
Torna su
Durante la sua vita, Henry Darger non ha mai pubblicato niente. Ciò non è dovuto, come si potrebbe pensare, a rifiuti da parte dagli editori, ma solo a una sua precisa scelta: le quindicimila pagine che compongono il suo poema illustrato In the Realms of the Unreal sono sempre state tenute nascoste. Ritrovate dopo la sua morte, causarono sensazioni in bilico tra lo sbigottimento e l'incredulità a chi l'aveva conosciuto di persona. Il film di Jessica Yu, oltre a proporci stralci dei libri, ci invita a riflettere su un quesito: Darger era un folle visionario o un artista perfettamente consapevole di sé e delle sue capacità? I disegni magnificamente illustrati (e parzialmente animati), insieme alle interviste a parenti e conoscenti, ci fanno capire che non è veramente importante: basta farsi trascinare da questo meraviglioso flusso di coscienza per entrare nei regni dell'irreale... e nessuna risposta sarà più necessaria.


ZIZEK! (evento n° 0)
Torna su
Zizek, Slavoj Zizek...un genio, un pazzo, un megalomane... un filosofo lacaniano che sfida l'ordine costituito delle cose. Personaggio pirotecnico che possiede una gestualità invadente anche quando contenuta da uno schermo cinematografico, autore e cittadino del mondo che è stato portato a Mantova, quest'anno, insieme alla sua assenza. Si, proprio così. Lo ha condotto a Festivaletteratura un film-documentario che descrive allo spettatore la sua filosofia, ma prima ancora racconta la sua vita che ha per titolo un bel punto esclamativo: Zizek! Al cinema Mignon, ieri, la proiezione è stata seguita da un pubblico che voleva capire, ascoltare e ridere, in contemporanea. Perchè anche quando parla di teorie quantistiche, quando condanna lo strutturalismo o si lancia nell'affermazione ripetuta dell'idiozia umana, Zizek, che non è in grado di pronunciare la S in nessuna maniera vicina alla decenza, riesce a far ridere. "Le cose esistono per caso", dice, "ci sentiamo liberi solo perchè non possediamo il linguaggio necessario ad esprimere le nostre oppressioni" e, continua "è più facile immaginare la fine del mondo dovuta ad una catastrofe che un piccolo cambiamento interno a questa società". Un uomo che possiede una cultura profonda come la Fossa delle Marianne (e forse ancora di più), che ha scritto di teorie politiche, filosofiche, di letteratura e poesia, di cinema e società, un uomo che possiede un'infinità di categorie e... tiene i calzini e le camice in un cassetto della cucina. Un film straordinario, dunque, che mette a nudo un pensiero e anche l'uomo che lo possiede. PS: il film finisce con Slavoj Zizek che porta la troupe al suo seguito nel palazzo che possiede la tromba delle scale più alta di tutto il continente. Gli racconta che fino a poco tempo prima in fondo alle scale ci stavano la polizia e un tappeto morbido a sorvegliare che nessuno si buttasse, ma che lui ha pensato più di una volta di fare di quel luogo un business: 5 dollari per ogni aspirante suicida!


COLAZIONE CON L'AUTORE (evento n° 12)
Torna su
Nel presentare Jasper Fforde, Marco Archetti adotta lo stile Marzullo: si faccia una domanda e si dia una risposta. In fondo, fare domande intelligenti è forse più difficile di dare risposte congrue e sensate. Ma Jasper ama le domande (d’altronde la sua più famosa protagonista letteraria è una detective), come adora volare, lui che ha licenza di pilota, sopra le verdi colline gallesi. Fforde si presenta come un autore paziente (ha aspettato dieci anni per poter essere pubblicato, e afferma di volerne aspettare altri dieci per la definitiva consacrazione), attento alle critiche del lettore, ma soprattutto si dimostra scrittore dai toni accattivanti. Volendo definire il suo modo di scrivere: è come se i Muppets incontrassero Shakespeare, con Miss Piggy nel ruolo di Ophelia. Ci si può divertire con i classici (sempre un po’ troppo seri), è questo che vuol trasmettere Fforde. E si può costruire un fortunato personaggio solo attraverso un semplice gioco di parole. Thursday Next è questo: il modo che utilizza la madre di Jasper (forse ispirata da un verso di Giulietta e Romeo) per indicare il prossimo giovedì. È un motivetto stupido ma divertente, e una donna, se si chiamasse Thursday Next, non potrebbe che essere strana e affascinante. Ma soprattutto, suona maledettamente bene.


LA STANZA DEI SEGRETI (evento n° 13)
Torna su
Mentre i bambini attendono con ansia di entrare... ecco che spunta inaspettatamente un misterioso personaggio che accoglie i piccoli spettatori. Lo scopo di questo incontro si può riassumere così: "Dobbiamo salvare un tesoro nascosto in grave pericolo: i nostri segreti". Ecco che inizia lo spettacolo, immersi in un grande silenzio. Eh sì,non bisogna farsi sentire da Obliò, il mostruoso ciccione che vuole divorare tutti i segreti. Ma i bambini sono pronti a diventare custodi dei loro, mettendoli al sicuro per sempre, prima che arrivi Obliò.

Guarda il video dell'evento


MAPPE IMMAGINARIE (evento n° 14)
Torna su
L'illustratrice Pia Valentinis ha cominciato l'evento parlando del suo nuovo libro, che tratta di due cartografi inesperti, i quali percorrevano le strade tentando di tracciare delle mappe approssimative del mondo. L'evento si svolge a Palazzo del Mago, dove nel '700 si svolse il primo intervento cardiovascolare ad opera di un medico austriaco. Proprio per questo motivo l'illustratrice ha deciso di realizzare, o meglio di far realizzare, mappe del cuore ai ragazzi partendo dalla selezione di alcuni termini inerenti alle emozioni e alle sensazioni umane. Queste parole rappresentavano le vie di mappe immaginarie formate attraverso collage e disegni . I bambini, entusiasti di questa idea, hanno iniziato a tagliare, incollare, pennellare, disegnare e timbrare le loro piccole opere. Alcune delle parole più utilizzate erano amore, passione, amicizia, fantasia, emozione e bene. Alla fine dell'evento i bambini, che si sono divertiti tantissimo, hanno richiesto disegni e autografi all'illustratrice.

Guarda il video dell'evento


ILLUSTRARE I PROMESSI SPOSI (evento n° 15)
Torna su
Nello splendido teatro Bibiena ha luogo la presentazione de I Promessi Sposi illustrato da Federico Maggioni. Con lui Bruno Gambarotta, i due hanno raccontato i disegni con cui Maggioni ha interpretato il libro, incrociando la storia dei Promessi Sposi con la propria esperienza. Gambarotta innanzitutto rende omaggio al libro di Manzoni: “È un paradigma dello stato italiano”. Ne sottolinea l'importanza per capire l'Italia di oggi, in cui si possono ritrovare delle costanti: leggi emanate e mai rispettate, prepotenza dei potenti. I Promessi Sposi sono uno dei libri per adulti più illustrati in Italia, con precedenti importanti: da Gonin a Previati. L'interpretazione di Maggioni è noir: il nero è una scelta voluta che prevale in tutto il libro, spiega Maggioni, e la storia della monaca di Monza è in realtà più cruenta di come la leggiamo nel romanzo di Manzoni. Secondo Maggioni oggi non è più possibile illustrare come negli anni '50: la nostra vita è circondata da tv, cinema e teatro. L'influenza teatrale nelle sue illustrazioni è evidente e Maggioni racconta di essere influenzato dalle scenografie di Ferretti. L'invito di Maggioni è di guardare le illustrazioni cogliendo il metodo, piuttosto che limitarsi a soggettive valutazioni estetiche. La sua ricerca cerca di scavare nell'anima dei soggetti che rappresenta.


SCRIVERE LA VITA DI DONNE DI GENIO (evento n° 16)
Torna su
Cornice perfetta, quella di Palazzo San Sebastiano (tra l'altro sede del Museo della Città di Mantova) per discorrere di filosofia, politica, psicanalisi ed essenza con Julia Kristeva. Alle 10.20 è già difficile trovare posto a sedere, ma la gente continua ad entrare copiosa. Ad un certo punto, per non so quale strana impressione, mi giro indietro e, gettando un occhio al parterre, noto con estrema meraviglia che il pubblico è quasi esclusivamente femminile: potenza della Kristeva. E lei non smentisce la fama che l'ha preceduta. Psicanalista, scrittrice e linguista, affascinata e affascinante, simbolo dello strutturalismo e donna profondamente innamorata della Vita, la Kristeva si espone al pubblico parlando delle sua ultima fatica: una trilogia di biografie intitolata Il Genio Femminile. Colette, Hannah Arendt e Melanie Klein sono tre donne che rappresentano un secolo e nel contempo simboleggiano i tre periodi in cui si dipana la matassa dell'opera della Kristeva: quello semiotico (Colette), quello psicanalitico (Klein) e, infine, quello filosofico (Harendt). "Non è vera l'idea generalizzata per cui si pensa che la donna è narcisista ed egoista. Nelle tre vite nelle quali ho voluto navigare, l'altro è sempre, prepotentemente presente". Dunque è questo il nocciolo della questione: l'altro e la relazione che ad esso ci lega, dove altro è anche la profondità di noi stessi.

Leggi l'approfondimento

Guarda il video dell'evento


GIGI (evento n° 17)
Torna su
Il Teatro all'Improvviso ha presentato lo spettacolo per bambini Gigi; utilizzando una lavagna luminosa, Dario Moretti ha rappresentato le avventure del troll svedese Gigi con tempere, acquerelli, matite e pastelli a cera. La città di Gigi è stata invasa da una terribile nuvola nera e puzzolente: il Troll deve salvarla mangiando la Magica Medicina; il problema è riconoscere quale sia. Mangiando cibi sbagliati, come un tulipano bianco, dei coralli rossi e del formaggio morbido, Gigi si trasforma in ape, in balena, in sirena, in leone, in topo e in pavone. A questo punto la vita del povero Gigi (che in questo momento ha assunto le sembianze di un pavone e si trova in una cucina) è in pericolo a causa di un cuoco che lo vuole cucinare. Gigi tenta il tutto per tutto chiedendo al cuoco di dargli qualcosa da mangiare: fortunatamente questa volta quello che ingerisce corrisponde alla Magica Medicina! La città di Gigi è salva! Ma le avventure non finiscono qui: Gigi è proclamato Re e riassumerà le sue sembianze soltanto quando troverà la Regina adatta a lui. Dopo numerose ricerche, il Troll supererà anche questa prova e sarà proclamato Eroe Nazionale. La storia è stata narrata anche con l'aiuto di una voce recitante e di una ballerina che hanno interpretato al meglio il loro ruolo; al termine tutto il pubblico ha festeggiato le imprese di Gigi.

Guarda il video dell'evento


AUTOMICROANTOLOGIA (evento n° 18)
Torna su
Nell'ampio padiglione del Chiostro del Museo Diocesano si è tenuto l'incontro di Edoardo Sanguineti, presentato da Niva Lorenzini, intitolato dall'autore stesso Automicroantologia: impresa disperata, secondo le parole della professoressa, che Sanguineti si autoantologizzi, viste le caratteristiche di proliferazione stilistica e tematica della sua arte variegata, la quale ha spaziato (e spazia tutt'ora) da lavori di scrittura, di saggistica, di drammaturgia all'insegnamento universitario e alla traduzione — il suo ultimo libro è un "Quaderno di traduzioni", tratte da Lucrezio, Shakespeare e Goethe, mentre il prossimo, previsto tra un mese, sarà una raccolta di tutte quelle dei classici. "Alla base di tutta la poesia moderna sta la pulsione all'anarchia" (anarchia culturale ha precisato): questa è l'opinione dell'autore che, dando vita a un colloquio con la Lorenzini, ha citato l'attacco della lettura dantesca tenuta il giorno precedente e spiegato in che modo tale pulsione è rimasta nella sua versificazione, dalla sua prima raccolta — Laborintus il cui linguaggio, il "labirintese", aveva lo scopo di far esplodere tutte le possibilità del linguaggio, di "verbalizzare il disordine in uno stato di esasperazione oltre il quale non si poteva andare" — fino ad oggi, in cui è impegnato nella stesura di poesia dalla struttura chiusa come quella dei sonetti.


CON GLI OCCHI DI PINOCCHIO (evento n° 19)
Torna su
Con gli occhi di Pinocchio è uno spettacolo basato sull'interazione tra racconti e filmati: grazie a questa particolare formula infatti è stato possibile per gli spettatori visitare e conoscere i luoghi, gli episodi e i personaggi che hanno ispirato Carlo Collodi. Si è parlato molto anche della figura dell'autore, utilizzando divertenti aneddoti, e del rapporto che aveva con Pinocchio, ragazzino alto, esile, con un naso importante realmente esistito. All'ultimo si svela l'identità del bugiardo undicenne: il fisico Guglielmo Marconi che da bambino ha vissuto nello stesso quartiere dello scrittore. Il tutto è stato raccontato da Alessandro Libertini, che ha interpretato la parte del nipote di Marconi, unico testimone della storia da lui narrata.


STORIA INDIANA (evento n° 20)
Torna su
Storia Indiana è il titolo dell'evento che si è svolto a Palazzo del Mago, in Piazza S. Leonardo. Sara Marconi, la scrittrice protagonista dell'incontro, ha letto questa storia chiedendo poi ai bambini presenti se secondo era adatta per un libro; intanto Simone Frasca, illustratore molto famoso, disegnava i vari personaggi. Gustavo, un incantatore di serpenti, si innamora di Genzianella, una ballerina che cammina su un filo sospeso. Gustavo, per conquistare Genzianella, compra un coniglio che ottiene dopo aver superato la prova del Vendianimali. La ballerina, colpita dal suo gesto, decide di sposarlo e la storia finisce con un bacio tra i due innamorati.

Guarda il video dell'evento


HO INVENTATO UNA STORIA VERA (evento n° 21)
Torna su
Alle ore 14:30 il Palazzo del Mago è stato luogo di ritrovo per molti giovanissimi che sono venuti ad ascoltare la scrittrice Caterina Bonvicini, che senza perdere tempo comincia a raccontare la sua carriera svelando che anche in giovane età aveva scritto alcuni libri. Dopo questo preambolo Caterina racconta di come ha scritto l'ultimo suo libro, il quale si ispira ad una storia vera. Dopo aver raccontato la storia a grandi linee incomincia a leggere i capitoli più belli del suo libro. Mentre leggeva i bambini rimanevano stregati dalla storia e dalla voce soave della autrice. Dopo la lettura i giovani hanno cominciato a fare moltissime domande sul suo libro e sulla sua vita.


IL MONDO IN UNA CARTA (evento n° 22)
Torna su
Il salone mantegnesco accoglie Franco Farinelli e Franco La Cecla. In un dialogo serrato s'imbastisce il problema che non è solo un quesito esistenziale insito in ognuno di noi, ma anche il nocciolo che differenzia la geografia degli antichi da quella dei moderni: come si fa a fare la carta del mondo? La conversazione, più simile ad un colloquio tra amici, scioglie l'atmosfera e con essa il pubblico che adesso è attento e partecipe. Nell'immagine del mondo molte generazioni di eroi, avventurieri del mare, studiosi europei hanno cercato di riconoscervi la realtà che li circondava, cercando di interpretare quest'ultima con la mappa. E' infatti molto più rassicurante sapere che si può imbrigliare lo spazio, dà potere, dà sicurezza. Le suggestioni del discorso con un ritmo frizzante e appassionante attraversano la storia della geografia fino agli albori della mitica vicenda di Ulisse che per primo si è comportato da geografo. Lungo la scia dei più famosi viaggiatori, chi si aspettava che Cristoforo Colombo fosse vittima del tranello secolare e riducesse anch'egli il mondo alla sua rappresentazione cartacea? Credendo a ciò che è rappresentato sulla carta, "busca il levante par el ponente". Il dibattito prosegue: la carta del mondo è un modello accettabile per il Terzo millennio? Le nuove piste dell'informazione hanno capovolto la situazione: prima era il visibile che disegnava l'invisibile, ora esattamente il contrario. Una semplice carta non è più un buon modello. Non è più la carta che detta legge, ma la realtà, svincolata dalla mappa. Il mondo si impone sulla carta geografica: è la nuova visione della geografia.


LA STANZA DEI SEGRETI (evento n° 23)
Torna su
Mentre i bambini attendono con ansia di entrare... ecco che spunta inaspettatamente un misterioso personaggio che accoglie i piccoli spettatori. Lo scopo di questo incontro si può riassumere così: "Dobbiamo salvare un tesoro nascosto in grave pericolo: i nostri segreti". Ecco che inizia lo spettacolo, immersi in un grande silenzio. Eh sì,non bisogna farsi sentire da Obliò, il mostruoso ciccione che vuole divorare tutti i segreti. Ma i bambini sono pronti a diventare custodi dei loro, mettendoli al sicuro per sempre, prima che arrivi Obliò.

Guarda il video dell'evento


PAUL COLLINS CON BIANCA PITZORNO (evento n° 24)
Torna su
Lo scrittore anglosassone Paul Collins e l'italianissima Bianca Pitzorno hanno dato vita, nel chiostro del Museo Diocesano, ad un incontro vivace e dinamico, lasciando in noi numerosi argomenti di riflessione. Il giovane autore ha risposto in modo veloce ed esauriente alle brillanti domande della Pitzorno, raccontando il suo vivo interesse votato al recupero di buoni libri spesso dimenticati e spiegando come gli sconfitti ed i vinti perseguano gli stessi obiettivi, accomunati dalla stessa tenacia e dalla stessa capacità di andare controcorrente. Anche i numerosi ospiti accorsi all'evento non hanno perso l'opportunità di porre alcune domande a Collins. La risposta più curiosa è stata data quando l'autore ha parlato del suo avvicinamento alla letteratura, avvenuto grazie alla passione dei genitori per i mobili, acquistati spesso pieni di libri vecchi e polverosi che venivano regalati al piccolo Paul; da qui fortunatamente la passione per la scrittura, i libri e la letteratura.

Leggi l'approfondimento


MARIELLA MEHR CON ANTONIO MORESCO (evento n° 25)
Torna su
Si è scelto un luogo suggestivo, la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, per il venticinquesimo evento del Festival mantovano. Protagoniste, alcune pagine scritte da Mariella Mehr, lette dalla sua traduttrice ufficiale: Anna Ruchat. Si dialoga sulla violenza, a partire da quei romanzi della scrittrice (svizzera e zingara) ispirati dalla sua storia soggettiva e da quella del suo popolo, a lungo perseguitato in Svizzera come altrove. In questi romanzi è spesso la difficoltà di parola l'aspetto più narrato della sua infanzia, che alla violenza fu sempre esposta, e senza scelta. Alla violenza della strada ma ancor più a quella istituzionale dell'electroshock o delle istanze di affidamento temporaneo. La scrittrice denuncia la "morte sociale" a cui i bambini di oggi, che subiscono la stessa condizione, sono destinati. Un responsabile facilmente individuabile è rappresentato dal razzismo linguistico, che ostacola le lingue minoritarie e, ciononostante, non sempre stimola l'apprendimento di quelle nazionali. Emblematico è, a questo riguardo, il fatto che la protagonista del suo romanzo più recente, Labambina, non ha nemmeno un nome.


DUE PASSI NEL CREATO (evento n° 26)
Torna su
L’incontro svoltosi nella Chiesa di Santa Paola, ha riunito l’urbanista Edoardo Salzano, lo scrittore Giorgio Todde e il giornalista Francesco Erbani ed ha affrontato il complicato rapporto tra uomo e natura.?Un excursus letterario-filosofico sulle caratteristiche di questo rapporto nell’età moderna apre l’incontro: così l’urbanista Salzano ci parla della natura umanizzata del Settecento e della natura come scenario idoneo a racchiudere passioni e impressioni dell’Ottocento Romantico.?Con i contributi di Erbani e Todde, arriviamo poi all’epoca contemporanea, dove l’uomo ha economizzato anche il concetto di natura: “la concezione liberista del mondo è la prima causa dell’impoverimento delle risorse naturali” viene dichiarato con forza; Salzano rimarca i pericoli della privatizzazione di beni comuni esposti al rischio di diventare merce: a partire da queste riflessioni gli interventi del pubblico hanno poi spinto gli autori ad un approfondimento sul tema molto attuale dello sviluppo sostenibile


MIMI-STORIE (evento n° 27)
Torna su
"Chi sono io? Un angelo forse? Non importa, quel che importa è che io sono!" E' la frase che, unitamente alle divertentissime gag, costituisce il fondamento dell'evento Mimi-storie di Alberto Pigato, che all' inizio dello spettacolo coinvolge gli spettatori nell'indovinare le varie situazioni messe in scena (Es: il pescatore, la scatola, il gondoliere) e nel riprodurle come meglio riescono. La seconda parte, più tecnica, consiste nell'insegnamento di alcune delle tecniche fondamentali del mimo, come: il punto fisso in cui l'attore utilizza una parte del corpo per esprimere il centro del suo movimento (Es: usando la mano si possono creare dei movimenti attorno ad essa tenendola sempre nello stesso punto), la modellazione , attraverso la quale il mimo appunto "modella" in aria la forma desiderata (Es: con le mani si possono creare: cubi, sfere, piramidi e tutto ciò che ci può passare per la mente). La terza ed ultima parte, reputata la più difficile nonché la più divertente dai bambini, consiste nel creare, pardon mimare, un racconto inventato dal mimo e renderlo il più veritiero possibile; in conclusione dopo aver spiegato l' importanza di un libro e di come i colori influiscano sulla catalogazione del medesimo, Pigato ha creato un cerchio con i bambini in simbolo di saluto, spiegando che la loro energia si sarebbe scaricata all'interno di questa forma geometrica e avrebbe aiutato un' altro mimo. Chissà se quell'energia potrà veramente creare un nuovo mimo.


MILOUD CON ALBERTO RIVAROLI E PAOLA MORDIGLIA (evento n° 28)
Torna su
"I bambini cercano, nella strada, un luogo di rifugio per scappare dalla situazione disastrata della famiglia": questa è una frase citata da Paola Mordiglia, interlocutrice dell'evento insieme ad Alberto Rivaroli e a Miloud. All'inizio di questo evento, il clown Miloud ha mimato la sua storia, intrattenendo tutti i presenti con atti da giocoliere. La storia di questo pagliaccio è molto particolare, nel 1992 egli andò a Bucarest, e lì vide che molti bambini non ridevano più; ancora più amara fu la scoperta che questi ragazzi vivevano sotto la strada: nelle fogne. Nel 1993 Miloud fondò "Parada", un'associazione che salvò e salva tuttora moltissimi bambini di strada. Il clown ci ha lasciato dicendoci che per un bambino di Bucarest la conquista più grande è sentirsi una persona.

Guarda il video dell'intervista a Miloud


CONFLITTI E CONFINI (evento n° 29)
Torna su
"La sintesi dei contrari": potrebbe essere questo il titolo della seguente cronaca. Nell'incontro tenutosi oggi alle 16.00 al Chiostro di Santa Paola si è parlato di Conflitto, ultimo libro pubblicato da Ugo Morelli, e soprattutto di conflitto nel senso proprio della parola da molteplici punti di vista. "Conflitto è una di quelle parole _ comincia col dire Morelli _ che i latini definivano Vox Media, una parola cioè che contiene in sé il doppio significato di possibilità di confronto (come accezione positiva) e scontro (come accezione negativa)". Il tema del conflitto, dunque, tende a mettere in crisi qualunque confine: quello linguistico per il suo stesso riqualificarsi di volta in volta e quello interdisciplinare per la sua natura di concetto affrontabile da tutti i punti di vista. Psicanalisi, sociologia, storia, biologia, filosofia e sacro vivono e si evolvono col conflitto, l'uomo stesso usa il conflitto come relazione e dunque, e questo è l'argomento centrale della discussione, perché non esiste ancora una scienza del conflitto? La platea è stata rapita dalla discussione (a tratti però, forse un po' cervellotica) e le domande sono arrivate puntuali, al termine. Tutte particolarmente specifiche e molto differenti tra loro. Così, Morelli ha potuto approfondire specifiche che nella discussione precedente aveva solo sfiorato: il tempo, l'invidia, la creatività... tutti in qualche modo correlati con quella Vox Media dalla quale si era partiti.


BARBARA DUDEN CON MARIA LUISA BOCCIA (evento n° 30)
Torna su
A Palazzo San Sebastiano Maria Luisa Boccia introduce i lavori storiografici di Barbara Duden. Nonostante le difficoltà di traduzione, la Duden è donna franca e decisa. Che si fa capire anche con un solo sguardo. D’altra parte i temi dei suoi studi non sono poca cosa: come vive oggi la donna il rapporto tra la gravidanza ed il proprio corpo? Una volta non si sapeva nulla della e sulla gravidanza, nemmeno la tempistica. La donna viveva la gravidanza (per un certo lasso di tempo più o meno lungo), basandosi unicamente sulle proprie percezioni, e se alla fine arrivava il bambino, era felice. Oggi, mediante la medicalizzazione della gravidanza (che affonda le radici anche nella svolta scientifica del Settecento), il linguaggio relativo alla gravidanza è integralmente diverso. Si parla di ecografie, diagrammi, esami vari ed eventuali. Si paventano rischi. È insomma, quello contemporaneo, un modello di gravidanza tecnico e privo di sensazioni, un approccio fondamentalmente brutale, che spoglia la donna dell’esperienza del proprio corpo. Il bambino non è visto come un incombente tu, ma come un oggetto, o peggio ancora un pacchetto di azioni alla deutsche bank (da poter investire o meno). È allora prezioso il lavoro della Duden, sociologa ma prima di tutto donna tra le donne, che invita direttamente le altre donne ad avere il coraggio di liberarsi da queste imposizioni concettuali.


IN THE DARK (evento n° 31)
Torna su
L'evento In the Dark, svoltosi in Piazza Sordello, è iniziato con una discussione sul valore del cibo: è visto come proibizione dai musulmani oppure come fonte di nostalgia; è, ad esempio, il caso di Igiaba Scego. L'autrice ha dovuto abbandonare il suo Paese, la Somalia, a causa della guerra. Così la madre, per non dimenticare le tradizioni, cucinava i piatti tipici somali. Igiaba ci ha letto una breve parte di un suo libro e poi i bambini presenti hanno colorato delle sagome a forma di alimenti; le hanno colorate di nero, perchè "c'è un lato oscuro e triste nel cibo". La scrittrice ha parlato dei problemi dell'Africa soprattutto di quelli della Somalia: guerre dimenticate, traffico di armi, colonialismo... Infine l'autrice, dopo aver parlato della religione musulmana, ha letto una favola della tradizione somala.

Guarda il video dell'evento


P.D. JAMES CON PAOLO ZACCAGNINI (evento n° 32)
Torna su
Come una vera lady, P.D. James entra nel Cortile della Cavallerizza accompagnata da uno stuolo di scudieri che la introducono all'applauso fragoroso che sgorga spontaneo dal pubblico alla vista della scrittrice britannica. Esordisce con una lunga frase in italiano con la quale si scusa di non conoscere la nostra bellissima lingua e di dovere continuare in inglese. Dopo avere letto un estratto dal suo ultimo libro, la baronessa di Oxford illustra come abbia conciliato il suo lavoro di pubblico amministratore, il mestiere di madre, di moglie di un marito ferito nella mente dalla guerra, e di scrittrice appassionata e decisa che scrive di personaggi forti e sofferenti. La scelta della detective story come filone dei suoi romanzi nasce dalla passione per scrittori come Marsh e Hullingham e dalla possibilità di associare a personaggi forti trame con rebus originali ed una buona scrittura. Ciò le permette di avere un eroe che abbia una cultura ed interesse nell'arte, ma che allo stesso tempo vive la durezza di omicidi che cerca di risolvere e che ha un'anima travagliata da sentimenti variegati . Mentre risponde alle domande ammettendo di non essere innamorata del suo ispettore Dalgliesh, ma di rispettarlo molto, alle sue spalle si forma una lunghissima coda di ammiratori che tratterranno l'ottantaseienne signora del giallo ad una lunga serie di autografi.

Leggi l'approfondimento

Guarda il video dell'evento


MINI-LAB (evento n° 33)
Torna su
Tutti nella nostra città abbiamo un luogo a cui siamo particolarmente legati, un posto segreto; su questo si basa il Mini-lab, ispirato al libro dell'artista Peter Downsbrough A Tale of the space between. Ai partecipanti del laboratorio creativo ideato da Paul Cox e animato dagli operatori del Centre Pompidou è stato chiesto, partendo da una cartina di Mantova, di segnare su vari tipi di fogli il percorso che collega il castello di San Giorgio al luogo da loro scelto, utilizzando simboli, lettere e ritagli di giornale, basandosi esclusivamente sulla memoria. Per più di due ore i bambini sono stati spronati dagli animatori francesi a disegnare seguendo la loro creatività, servendosi solo di segni familiari. Al termine i lavori sono stati raccolti in fascicoli che i partecipanti hanno tenuto come ricordo.


MAPPE IMMAGINARIE (evento n° 34)
Torna su
L'illustratrice Pia Valentinis ha cominciato l'evento parlando del suo nuovo libro, che tratta di due cartografi inesperti, i quali percorrevano le strade tentando di tracciare delle mappe approssimative del mondo. L'evento si svolge a Palazzo del Mago, dove nel '700 si svolse il primo intervento cardiovascolare ad opera di un medico austriaco. Proprio per questo motivo l'illustratrice ha deciso di realizzare, o meglio di far realizzare, mappe del cuore ai ragazzi partendo dalla selezione di alcuni termini inerenti alle emozioni e alle sensazioni umane. Queste parole rappresentavano le vie di mappe immaginarie formate attraverso collage e disegni . I bambini, entusiasti di questa idea, hanno iniziato a tagliare, incollare, pennellare, disegnare e timbrare le loro piccole opere. Alcune delle parole più utilizzate erano amore, passione, amicizia, fantasia, emozione e bene. Alla fine dell'evento i bambini, che si sono divertiti tantissimo, hanno richiesto disegni e autografi all'illustratrice.

Guarda il video dell'evento


CON GLI OCCHI DI PINOCCHIO (evento n° 35)
Torna su
Con gli occhi di Pinocchio è uno spettacolo basato sull'interazione tra racconti e filmati: grazie a questa particolare formula infatti è stato possibile per gli spettatori visitare e conoscere i luoghi, gli episodi e i personaggi che hanno ispirato Carlo Collodi. Si è parlato molto anche della figura dell'autore, utilizzando divertenti aneddoti, e del rapporto che aveva con Pinocchio, ragazzino alto, esile, con un naso importante realmente esistito. All'ultimo si svela l'identità del bugiardo undicenne: il fisico Guglielmo Marconi che da bambino ha vissuto nello stesso quartiere dello scrittore. Il tutto è stato raccontato da Alessandro Libertini, che ha interpretato la parte del nipote di Marconi, unico testimone della storia da lui narrata.


DA TROIA A BAGHDAD (evento n° 36)
Torna su
"La guerra nel racconto epico è esperienza visuale, nel romanzo moderno è confusa ed oscura, nell'era televisiva è rappresentazione". Con questa frase può essere sintetizzato l'evento che ha visto protagonista Antonio Scurati. Il racconto epico per eccellenza è l'Iliade. Nel III canto Priamo invita sugli spalti Elena affinché riconosca i capi Achei ad uno ad uno: è la "teicoscopia", la visione del mondo dall'alto delle mura. La rappresentazione del mondo secondo l'epica vuole che per combattere i guerrieri debbano essere posti uno per uno in piena luce davanti al lettore: è la priorità del senso della vista. L'eroe è colui che combatte per brillare innanzi ai posteri, combatte per il "Kleos", la gloria scintillante. A questo modo di vedere la guerra corrisponde un modo di farla, la monomachia, cioè il duello che decreta la vittoria di uno dei due campioni. In occidente la guerra continua ad essere rappresentata secondo i canoni omerici fino al momento in cui il romanzo soppianta il racconto epico. Paradigmatico è il romanzo La Certosa di Parma. Fabrizio, il giovane protagonista offre tutto il suo entusiasmo guerriero a Napoleone. Avrà però una cocente delusione: a Waterloo tutto è oscuro e confuso, la vista è sovrastata dagli altri sensi. E' l'anticipazione dell'inferno delle trincee della Prima Guerra Mondiale in cui un individuo minuscolo sente come inadatto il suo apparato sensoriale. La terza epoca dopo quella della guerra omerica visuale e quella della guerra caotica ed oscura è quella odierna: la guerra rappresentata. La televisione tenta di riproporre una versione omerica della guerra, ma in realtà ne è solo una distorsione ingannevole. Tutti ricordiamo la prima guerra del Golfo: la notte del 17 gennaio 1991 il cielo di Bagdad era illuminato da scie splendenti e da esplosioni. Il cronista della CNN Peter Arnett, come Elena trenta secoli, prima dall'alto di una torre vede e narra lo spettacolo della distruzione, ma Arnett al contrario di Elena non scorge e riconosce i guerrieri ad uno ad uno, vede solo remoti bagliori nella notte. Il suo racconto è solo pieno di ricordi e sensazioni di guerre passate, ma a tutti noi ha fatto credere di vedere la vera guerra "splendente". Si stabilisce una proporzione inversa tra la spettacolarità della guerra e la sua visibilità: la televisione fa della guerra uno spettacolo mediatico, ma non la fa realmente vedere; è la vittoria della rappresentazione sulla realtà. Ma in questa rappresentazione si tenta di riproporre il tema omerico della guerra come duello con le sue due virtù: la guerra, luce che dissipa le oscure tenebre che ci minacciano, è essa stessa visibile; la guerra è risolutiva come un duello, un eroe vive, l'altro soccombe. Questo dicono i moderni leader, riferendosi ad Omero, per convincere i popoli, ma non è la verità, è l'inganno della comunicazione. Tutti ricordiamo cosa si è detto dopo l'invasione dell'Iraq: missione compiuta. In realtà la guerra non è ancora finita: è l'inganno della rappresentazione che prevarica e distorce la realtà.


DANTE NOSTRO CONTEMPORANEO (evento n° 37)
Torna su
Il filologo Federico Sanguineti ha tenuto il secondo incontro del ciclo Un'idea di Dante dal titolo "Dante nostro contemporaneo". Sanguineti propone una lettura dell'opera dantesca alternativa a quella della tradizione romantico-borghese i cui capisaldi sono Francesca, la donna apolitica, e Farinata, l'uomo politico che si erge sull'Inferno. Laddove tra Paolo e Francesca ha luogo un doppio monologo, monologo di lei nell'Inferno poiché Paolo tace e monologo di lui nella vita con la lettura del galeotto libro, tra Dante e Beatrice nel Paradiso si ha un dialogo. Beatrice è una donna politica, che invita Dante alla politica, ad essere meco senza fine cive. Questa tradizione "femminile" della Commedia e la lettura che fin dal Trecento le donne propongono dell'opera dantesca è quella che Sanguineti invita il pubblico a scoprire.


PASSIONE E POSSESSIONE (evento n° 39)
Torna su
Con le sue fotografie Monika Bulaj ha regalato al pubblico presente nell'Aula Magna dell'Università di Mantova un lungo viaggio alla ricerca dell'essenza dei comportamenti religiosi del mondo. La fotografa e filmaker di origine polacca ha voluto dar inizio all'incontro raccontando alcuni episodi a cui ha assistito nelle sue ricerche, racconti che all'inizio potevano apparire fantasiosi e antichi, ma che invece sono reali e contemporanei. Ha raccontato di una montagna in nord Galilea sulla quale si sono radunati oltre 600.000 persone per pregare; ha narrato di danzatori che ballano imitando i movimenti di serpenti, leoni e tigri per poi avventarsi su una capra e divorarla; ha ricordato il rito dei fedeli di una chiesa ortodossa greca, che danzano sul fuoco stringendo l'icona di Costantino. Dopo questi sorprendenti racconti, Monika Bulaj ha lasciato parlare le immagini: le sue fotografie (alcune rubate o realizzate a caso, anche attraverso una fessura del muro) sono quadri che rappresentano le situazioni estreme alle quali la preghiera può condurre i suoi fedeli, conducendoli anche all'estasi e all'estraniazione. Il viaggio che i suoi scatti ci raccontano è un viaggio nella molteplicità dei luoghi di culto, presi d'assalto da centinaia di migliaia di persone o sperduti in ambienti ignoti; è un viaggio delle genti, dei veli indossati dalle donne, delle danze, dell'acqua e del fuoco, dei sacrifici o sacri macelli, della Passione, dei morti e delle notti.


SCRITTURE GIOVANI - 1. PRESENTAZIONE E READING (evento n° 40)
Torna su
Nell'usuale location di Piazza San Leonardo giovedì 7 settembre i ragazzi di Blurandevù danno il via al quinto anno di Scritture Giovani. Il progetto, sponsorizzato da Illycaffè, è legato ad altri tre festival europei - l'inglese The Guardian Hay festival, il tedesco internationationales literaturfestival berlin e il norvegese Bjornsonfestivalen Modle og Nesset- ha l'obiettivo di promuovere giovani scrittori, chiamati a confrontarsi ad ogni edizione con un nuovo tema. Cristiano Cavina e Kirsten Fuchs, i primi protagonisti, hanno scritto di Casablanca: il famoso film hollywoodiano? La contraddittoria e affascinante metropoli nord-africana? Introdotti dalle note di "As time goes by", colonna sonora del film, l'taliano Cavina e la tedesca Fuchs svelano un po' di sè e dei loro racconti, rispondendo alle attente e pungenti domande dei "presentatori di Blurandevù. "Scrivo di quello che vedo" rivela Cavina, autore per la Marcos y Marcos. E non avendo mai visitato la città nè visto il film, la sua Casablanca è una discoteca di Borgo Nero, gestita da un marocchino che scimmiotta Bogart. E' in realtà il luogo dei suoi ricordi, delle storie che ha vissuto. Per la berlinese Fuchs Casablanca è una storia d'amore, in cui la scrittrice s'identifica col protagonista maschile, una storia di incomprensioni, pretese, di un viaggio sognato. Due giovani autori, due storie diverse ma un unico obiettivo nello scrivere: raccontare la realtà, la vita vera. Arrivederci al prossimo appuntamento con Scritture Giovani!


VISIONI DEL MONDO, IDEALI DI SALUTE, FORME DELLE MALATTIE, MODALITA' DI CURA (evento n° 41)
Torna su
Nel pomeriggio, al Chiostro del museo Diocesano, lo psichiatra e psicoterapeuta Piero Coppo ci ha spiegato l'etnopsichiatria, accompagnato dal prof. Giangiorgio Pasqualotto, il quale con le sue riflessioni filosofiche ci ha ricordato che le culture, ed anche gli esseri umani -"atomi" che le compongono - sono sermpre il prodotto di relazioni. Le culture non esistono isolate, ed altro non sono se non il prodotto di contaminazioni. Perciò, oggi, parlare di scontro di civiltà non ha nessun senso.


CARLO PETRINI (evento n° 42)
Torna su
Lo scenario è meraviglioso, con Campo Canoa illuminato dagli ultimi raggi che si specchiano nelle acque del lago, è quasi ora di cena ed inizia a nascere un certo "languorino"... Che c'è di meglio se non parlare di cibo? Ma Carlo Petrini non ha intenzione di fare solo questo. Introdotto dal presidente di Slow Food, associazione nata in Italia nel 1986 e divenuta oramai internazionale, l'autore contagia con indignazione sarcastica e a tratti feroce la platea, parlando di saperi, sapori, e rispondendo al dilagare di fast food e dell'ormai quotidiana fast life. Buono, pulito e giusto, il suo ultimo libro, è proprio contro l'omologazione dei sapori. Salvare la biodiversità mondiale per "ricostruire il rapporto con il cibo in maniera armonica con il creato". Perché mangiare è "piena conoscenza e consapevolezza della gastronomia come scienza", esaltazione delle diversità e nello stesso tempo ritorno al sapere territoriale. E' lasciar perdere una cucina che più che fusion è confusion, evitando di esportare tulipani italiani ad Amsterdam e di importare peperoni olandesi nelle terre italiane della peperonata. La discussione come al solito si accende su prezzi e credibilità: Quanto è giusto pagare per un prodotto di qualità? Quanto credito dare allo "spadellatore" di turno che arrabatta cene al limite del possibile in televisione? Qualche critica, risate contagiose e la morale stavolta la tiro io "Meglio consolarsi con una slow-cena alla mensa di via Frattini !"


LA STELLA DEL PASTORELLO (evento n° 43)
Torna su
Alle 17:45 al palazzo del Mago piccoli e grandi ascoltatori sono stati intrattenuti da Emmanuel Dongala scrittore e insegnante di chimica e Massimo Cirri. Lo scrittore aveva scritto una storia per i bambini di Mantova. La storia è stata divisa in due fasi: la prima riguardava lo scrittore e la seconda Massimo Cirri. La novella raccontava di stella la quale ha raccolto un bambino povero per ogni continente per renderli più felici. Durante l'evento molti attenti partecipanti sono stati colpiti dalla storia. Alla fine dell'evento sono sorte molte domande.


PER UNA BIBLIOTECA DOMESTICA (evento n° 44)
Torna su
Nonostante la tradizione indiana imponga grande rispetto e cura per i libri, Vikram Seth non si faceva scrupolo di sezionare Amleto in piccoli fascicoletti pret-a-porter per avere la possibilità di leggerlo ovunque andasse. Perché l'importante è leggere i libri non possederli. All'insegna dell'ironia si è tenuto il dialogo tra Marino Sinibaldi e Vikram Seth, scrittore indiano di lingua inglese, il bibliotecario del festival di oggi: in che modo sistema Seth i suoi libri negli scaffali? E' meglio leggere seduti o sdraiati? Nel giardino di palazzo Ferrari si è parlato di Seth lettore e scrittore; di come la lettura dell'Evgenij Onegin lo abbia convinto, quand'era uno studente di economia, a diventare scrittore; di come la vendita dei diritti d'autore gli abbia permesso di comprare una casa grande abbastanza da contenere tutti i suoi libri. Ma si è parlato anche di Shoah, dell'umanità capace di compiere opere meravigliose e di perpetrare allo stesso tempo orrendi crimini. E infine della necessità, proclamata da Seth in un italiano praticamente perfetto, di leggere e comunicare, per evitare che gli orrori del secolo passato si ripetano in quello da poco iniziato, e dagli esiti ancora incerti.


GUDULE CON DOMENICA LUCIANI (evento n° 45)
Torna su
Anne Duguel, in arte Gudule, è appassionata sin da giovane di lettura e scrittura, ma durante la sua vita ha scoperto di avere inoltre un'accesa vena poetica. Oggi, incontrandosi con Domenica Luciani, scrittrice di libri per ragazzi, ha parlato del suo ultimo libro guardaMI. La protagonista è un' adolescente di nome Gianna che sogna di diventare attrice; un giorno si iscrive al casting di un reality show e tra lo stupore di tutti riesce a vincere. La sua avventura l' entusiasma, ma col passare dei giorni si rende conto che questo mondo non è quello che lei sognava. Inizia così il dibattito tra pubblico e autrici sull'ipocrisia dei reality, dei dietro le quinte, e di come le star di oggi vengano ingaggiate senza talenti reali. Si è parlato inoltre di diari informatici e cartacei, e del modo in cui la tv in realtà sia tutta finzione.


GIò PONTI. AMATE L’ARCHITETTURA (evento n° 46)
Torna su
Nel Novecento c'è stato un architetto, Giò Ponti, che ha portato una ventata di novità nell'affrontare il modo di pensare, di ideare, di spiegare la sua arte. Più di cinquant'anni fa Ponti ha pensato di dare sostanza a queste sue idee non solo progettando edifici, ma mettendo il proprio pensiero su carta, in forma di aforismi e giochi. Il risultato dell'operazione è il volume Amate l'architettura. La figlia Lisa Ponti, incontrandosi con Beppe Finessi, ha ripercorso con noi alcuni momenti della vita del padre, ricordandolo con dolcezza innata, facendoci entrare nel quotidiano, raccontando il suo modo di porsi serio, ma sorridente. Anche Lisa Ponti ha incantato con la sua arte: pennellate d'acquarello lasciate su inusuali fogli A4 sono state mostrate in sequenza nella chiesa di Santa Paola. Tocchi che hanno lasciato la platea ammutolita di fronte alla semplice intensità di poche linee tracciate in pochi minuti.


ELIE WIESEL CON GIULIO BUSI (evento n° 47)
Torna su
Incontro particolare quello tra Elie Wiesel e il pubblico di Festivaletteratura in piazza Castello. Sullo sfondo rimane certamente l'esperienza del campo di concentramento, direttamente vissuta dal Premio Nobel, ma da qui si parte per un discorso più ampio che arriva dritto ai giorni nostri. Dal silenzio, stato dell'animo particolarmente caro all'autore, si arriva al linguaggio, che deve avere la funzione di comunicare e descrivere la realtà. Wiesel infatti racconta storie con le quali cerca una spiegazione e una via d'uscita alla sua esperienza dell'Olocausto, come l'amicizia o il rapporto con Dio, o addirittura il suicidio (che sarà purtroppo la via scelta da Primo Levi). Nella notte c'è un conflitto fortissimo tra Dio e l'autore: alla fine la sua fede ne uscirà ferita ma avrà anche la certezza che "si può vivere con Dio o contro Dio, ma non senza Dio". E naturalmente non mancano giudizi anche terribili sul presente: "Il mondo non ha imparato la lezione" e tutti i conflitti e i genocidi in atto sono la conseguenza di ciò che è già successo. Ma alla fine rimane spazio anche per una speranza, quella di vedere uno stato palestinese e uno israeliano finalmente in pace. Perché "Gerusalemme è una città che ti fa sognare e ti fa cantare".

Leggi l'approfondimento


IVANO FOSSATI CON ENZO GENTILE (evento n° 48)
Torna su
Ivano Fossati ed Enzo Gentile si cimentano in una conversazione fra amici per percorre le tappe artistiche del cantautore genovese. Una passione nata nel particolare contesto genovese degli anni 60 in cui esistevano i complessi musicali composti per gioco e per moda da quasi tutti i giovani genovesi. Poi l'innamoramento per la musica scoperta con l'ascolto delle colonne sonore, i primi accordi su una chitarra elettrica e poi l'amore per il jazz. Dalle prime esperienze fino alle varie scritture che lo hanno portato a diventare uno dei cantautori più importanti in Italia, a scrivere per le belle voci femminili italiane, a collaborare con Francesco De Gregori, a portarlo verso nuovi progetti come l'allestimento di uno spettacolo di burattini.

Leggi l'approfondimento


ALAN HOLLINGHURST CON LUCA SCARLINI (evento n° 50)
Torna su
Alan Hollinghurst racconta tra le pareti del chiostro di S. Paola il mondo anni ottanta del secondo governo Tatcher attraverso il suo secondo libro La linea della bellezza. Stimolato da un eclettico Luca Scarlini, descrive un periodo che pure essendo così recente ha provocato cambiamenti epocali nella storia e nel costume. Il titolo del libro è nato mentre il testo prendeva forma e descrive la linea serpentina che combina due elementi in uno unico: la bellezza di tale linea molto amata nell'ottocento divenne poi la base dell'arte Rococò. Al centro della vita del protagonista è l'estetica e Hollinghurst esprime la natura degli anni di fine secolo con l'atteggiamento del protagonista, che trova più semplice seguire la linea della bellezza (beauty) che quella del dovere (duty). Rispondendo alle domande finali l'autore del Gloucestershire conquista la simpatia del pubblico ammettendo che scegliere i nomi dei personaggi è una ricerca difficile ma molto soddisfacente e, ricordando la lettera di protesta di una signora omonima del personaggio più negativo del suo libro, ammette che sarebbe spiacevolmente turbato dallo scoprire un personaggio di un romanzo che si chiama Hollinghurst.


LE METROPOLI FUTURE (evento n° 51)
Torna su
Winy Maas, architetto e fondatore dello studio olandese MRDV, questa sera al Chiostro di S. Francesco ha intrattenuto il pubblico sulle recenti ricerche compiute nel campo della densità. Ne ha discusso con lui il critico e architetto Luca Molinari. L'architettura degli ultimi anni si è trasformata per rispondere alle esigenze di un mondo che cambia continuamente. Grazie ai media, infatti, il mondo si restringe e l'architetto deve farsi comprendere anche dai politici e da tutte le persone che non capiscono l'architettura e vorrebbero capirla. Il libro di Maas procede per immagini, per diagrammi di flusso e studi sulla densità, argomento chiave e sfida perenne per l'autore. Dopotutto "l'architettura è sempre stata romantica portavoce del suo tempo" e nella civiltà moderna si basa sull'improvvisazione, sul giocare con le idee cercando di interpretare al meglio i desideri del cliente.

Leggi l'approfondimento


MOSCA-PETUSKI 125 KM (evento n° 52)
Torna su
Ermanno Cavazzoni ha trasformato il libro dello scrittore russo Venedikt Erofeev Tra Mosca e Petuski in uno spettacolo itinerante che ha luogo su un vecchio pullman che viaggia dal centro alla periferia di Mantova. Venicka (interpretato da Mauro Marchese) si mescola alla folla di spettatori che attendono il pullman. E' visibilmente alticcio, indossa una sgargiante camicia a fiori e porta con sé una valigetta e una piccola radio. "Vanità. Tempi effimeri" ripete più volte. Arriva il pullman. Inizia un viaggio durante il quale Venicke tra un sorso di vodka ed uno di vino racconta ai viaggiatori alcuni episodi della sua vita. Un fiume di parole a metà tra un monologo e un discorso con gli angeli, con i passeggeri, con Satanasso e con Dio. A Petuski per Venicka c'è la salvezza. O la perdizione finale.

Guarda il video dell'evento


TAHAR BEN JELLOUN CON LUCIANO MINERVA (evento n° 53)
Torna su
L'incontro con Tahar Ben Jelloun viene concepito dal suo interlocutore Luciano Minerva come una panoramica sull'intera carriera artistica dello scrittore, a partire dagli esordi come poeta. Uno scrittore del resto non è i suoi ultimi libri. Eppure la lettura dei brani viene concepita all'inverso, a ritroso, partendo dai suoi ultimi scritti appunto con brani da Mia madre, la mia bambina, finendo poi con la declamazione dei versi.. Ed è proprio dalla spiegazione del rapporto generazionale, con l'irrinunciabile consuetudine di impartire la benedizione ai propri figli e del rispetto reverenziale che questi nutrono per i genitori che si passa all'analisi del rapporto di coppia, un rapporto a due già di per sé complesso che viene "aggravato" laddove la provenienza culturale sia diversa.

Leggi l'approfondimento


AMAZZONIA RESPIRO DEL MONDO (evento n° 54)
Torna su
Ha un vestito lungo, nero, ravvivato da una sciarpa verde e dai mille colori. Già dall'aspetto Marcia Teophilo esercita un'incredibile fascino. Non saprei spiegare il perché perché, ma le mie impressioni sono confermate nel momento in cui la poetessa brasiliana prende la parola. La sua voce riempie lo spazio del Chiostro di San Barnaba trascinando il pubblico in un a sorta di vortice magico, che pulsa e respira del respiro del mondo. La voce Marcia Teophilo è la voce dell'Amazzonia, di quel Brasile un tempo primitivo, incontaminato, oggi distrutto, il cui nome deriva dalla stessa natura; la sua origine etimologia è infatti ibirpitanga , ovvero legno rosso. Marcia Teophilio dialoga con Elia Malagò, la quale definisce la poesia come traduzione e simbolo di ciò che avviene mentre avviene, aria che si fa respiro e parola. E corpo. La parola di Marcia Teophilo, che con forza di canto e denuncia ci trasporta agli alla sorgente di una mitica, panica cosmogonia, risuona in tutta la sua corporeità. Apprendiamo che con la sua arte Marcia ascolta la sua memoria e vi ricerca i significati e i suoni della parole del suo popolo; restituendo una memoria anche a noi, perché su questa si possa costruire un futuro. A tal proposito, si passa ad affrontare la più specifica attualità dell'Amazzonia, le promesse eluse dai potenti e la delusione scaturitane da parte di chi di quella natura è profondamente innamorato. Come Marcia Teophilo, la cui poesia - ecologia è proprio quella poesia di cui l'ambientalismo pragmatico odierno ha estremamente bisogno.


CHI HA PAURA DELLA MAESTRA? (evento n° 55)
Torna su
L’incandescente Santa Paola incornicia il dialogo tra Antonio Marras e Lella Costa. Ad un tratto, le luci si abbassano. Marras indigna e commuove i nostri occhi proiettando l’installazione di una classe di bambini pupazzi che andrà a rappresentare tutte le paure dei bambini. Creature dall’anima di stoffa, ma invecchiate e sgualcite, sono recuperate dall’artista del tessuto e nelle sue mani ecco prendere nuova vita. Attraverso minimias, infanzia, parola ungherese che ama, vuole rendere visibili le paure di tutti i bambini e fare la pace con il suo bambino interiore, che ricorda il disastroso rapporto con il maestro e il successivo panico da pagina bianca. Il titolo dell’evento, “Chi ha paura della maestra?” torna alle radici del suo dolore prima di tutto, convertito in istanza creativa. Il dialogo prosegue attraverso le suggestioni del suo lavoro di operatore del tessuto, non di stilista! La sua amata Alghero fa parte della sua identità. E’ il luogo in assoluto dove tutti i popoli hanno lasciato tracce della sedimentazione che ispira la sua tecnica creativa di accumulo. Maria Lay sua mentore gli ha insegnato il rispetto per i luoghi attraverso la pazienza dell’ascolto. Sardomarino,cocciuto,granitico: Antonio Marras.

Guarda il video dell'evento


GIGI (evento n° 56)
Torna su
Il Teatro all'Improvviso ha presentato lo spettacolo per bambini Gigi; utilizzando una lavagna luminosa, Dario Moretti ha rappresentato le avventure del troll svedese Gigi con tempere, acquerelli, matite e pastelli a cera. La città di Gigi è stata invasa da una terribile nuvola nera e puzzolente: il Troll deve salvarla mangiando la Magica Medicina; il problema è riconoscere quale sia. Mangiando cibi sbagliati, come un tulipano bianco, dei coralli rossi e del formaggio morbido, Gigi si trasforma in ape, in balena, in sirena, in leone, in topo e in pavone. A questo punto la vita del povero Gigi (che in questo momento ha assunto le sembianze di un pavone e si trova in una cucina) è in pericolo a causa di un cuoco che lo vuole cucinare. Gigi tenta il tutto per tutto chiedendo al cuoco di dargli qualcosa da mangiare: fortunatamente questa volta quello che ingerisce corrisponde alla Magica Medicina! La città di Gigi è salva! Ma le avventure non finiscono qui: Gigi è proclamato Re e riassumerà le sue sembianze soltanto quando troverà la Regina adatta a lui. Dopo numerose ricerche, il Troll supererà anche questa prova e sarà proclamato Eroe Nazionale. La storia è stata narrata anche con l'aiuto di una voce recitante e di una ballerina che hanno interpretato al meglio il loro ruolo; al termine tutto il pubblico ha festeggiato le imprese di Gigi.

Guarda il video dell'evento


SCRITTURE GIOVANI 2. SCRITTORI A CONFRONTO (evento n° 57)
Torna su
Scritture Giovani, evento organizzato dai ragazzi di Blurandevù, dà spazio e voce ai nuovi autori europei. Ma non solo. Ad affiancare i giovani Cristiano Cavina e Kiersten Fuchs, un ospite d'eccezione: Roberto Vecchioni. Il cantautore, in veste di scrittore con Diario del gatto con gli stivali, ha risposto a domande e curiosità ed intervistato a sua volta. Questo "traffico di parole", magistralmente diretto dal poliziotto-scrittore Maurizio Matrone, ha sfiorato svariati temi: in primis Casablanca , argomento dei racconti dei cinque autori europei presenti quest'anno, noto film, ma anche città di frontiera e contraddizioni, simbolo dell'io imprigionato e del bisogno di evadere attraverso un'utopia, comune denominatore dei racconti degli scrittori giovani di questa quinta edizione. E poi si entra del magico mondo delle favole, tema del libro di Vecchioni, in cui per una volta è il lupo a raccontarci la storia di Cappuccetto Rosso, per sovvertire gli stereotipi. Si è discusso dell'importanza di ascoltare le storie, per Cavina nei bar e nelle piazze della provincia romagnola, nelle strade e nei luoghi di Berlino per la Fuchs. E poi ancora si parla dell'eccezionalità del quotidiano, della magia delle piccole cose di ogni giorno. Piazza San Leonardo è gremita, a prova che "ascoltare e leggere, da tutti e tutto, è fondamentale, non solo per lo scrittore, ma per tutti, per la vita".


MADE IN ITALY (evento n° 58)
Torna su
Teatro Ariston al completo per lo spettacolo di Vincenzo Cerami. Ci vuole raccontare la Storia d'Italia, ma secondo Cerami la vera storia non è ciò che succede, ma ciò che non succede. La storia italiana è la storia dei sogni del cassetto, delle idee mai realizzate - commenta dal palcoscenico. Racconta degli anni ’50 in cui il programma diventa la bellezza: si vuole cambiare la forma a tutto, anche dagli oggetti più semplici ci si aspetta funzionalità e bellezza. È l'Italia costruita, è la menzogna che dilaga! L'arte entra nell'industria per modificare tutto. Arriva il '68 con la sua plastica e il suo plexiglas, in questi anni tutti devono avere il diritto di comprare tutto, non c'è più la bellezza aristocratica. Negli anni '80 la bellezza parla: arriva il vivavoce, la segreteria telefonica e il telefonino. Ormai è qualcun altro che decide cosa deve piacerci. Il '900 è il secolo della velocità, il nostro secolo invece è il secolo della velocità immobile: oggi si fa tutto da seduti, tanto che Cerami si immagina in un futuro prossimo un abito tecnologico e interattivo capace di contare i battiti del nostro cuore e di inviare il risultato, attraverso internet, al nostro sedentario cardiologo. Quella del 2000 è un'Italia che non ha voglia di fare niente, il cui unico obiettivo è vivere il più a lungo possibile senza preoccuparsi se la società invecchia, ricorrendo a tutte le conoscenze della medicina. L'Italia è campione del mondo di design, ma la storia dell'Italia è la storia delle idee non realizzate e non utilizzabili. Ci siamo lasciati ingannare delle belle forme e dalle immagini, non ci resta che chiudere gli occhi, non ci rimane che lo sciopero degli occhi. Ma è veramente uno sciopero o ci siamo accecati come Edipo? Per Cerami la questione da affrontare a questo punto è come faranno gli uomini a vivere sempre di notte.

Guarda il video dell'evento


MARIANGELA GUALTIERI CON ANTONIO MORESCO (evento n° 59)
Torna su
L'incontro tra Mariangela Gualtieri e Antonio Moresco nasce in in modo un po' strano. Lo scrittore mantovano sembra quasi impacciato nel presentare questa poetessa, tanto straordinaria quanto discreta. Per sciogliere la tensione ci narra un aneddoto: lui da ragazzo abitava poco lontano dalla chiesa dove sta avendo il suo corso l'evento, ma soltanto questa sera, grazie a Mariangela, scopre l'esistenza del suo bellissimo chiostro. La forza della poesia. Moresco descrive la poetica dell'artista al suo fianco avvicinandola alle grande mistiche medievali, a esponenti della fioritura letteraria giapponese dell'anno 1000, ai pellerossa; usa termini quali semplicità, serenità, commozione, ma anche febbrilità e distillazione del dolore. Riassumendo tutto in un canto di Emily Dickinson, che l'autore di Clandestinità dedica alla Gualtieri, cedendole la parola. Ha inizio la magia: il Chiostro di San Barnaba ammutolisce, forse un poco trema, soffre dei e nei versi di Mariangela, che nondimeno, nonostante l'abisso che la voce della poetessa pare scavare nell'aria, rimangono una sorta di resa di grazie per la bellezza che ci è data. Perché al di là delle brutture del quotidiano "c'è anche tanto splendore, anche in noi". La poesia nasce dal dolore, ma conserva quella tensione positiva che ne è la cifra determinante; è comunque un dono, mai una condanna. Citando Paul Celan, la poesia non è altro che un "dono che implica destino". E non ci sono parole da aggiungere.


LA PRESUNZIONE DEL MAIALE (evento n° 60)
Torna su
Serata porca e magica in Piazza Castello, nella quale Mantova si riscopre orgogliosamente capitale morale del maiale. Un Dario Fo vestito di bianco delizia gli spettatori con uno spettacolo dai toni profani ma dal contenuto sacro. Tema della serata, appunto, il maiale. Una storia che dura da secoli, una fenomenologia che investe quasi l’intera valle del Po. Stefano Scansani loda l’importanza attuale del suino: nella sola Mantova (record europeo) si allevano (e si macellano) un milione e cinquecentomila maiali l’anno. Dario Fo invece, in difesa di una razza (il porcello del Po) che dura ormai da quindici secoli, si getta in un mirabolante viaggio storico alla ricerca delle origini di questa cultura che esalta il maiale, già solo come economia fondamentale di una zona. Scopriamo allora che il maiale entra in scena addirittura nel Vangelo, la nuova Bibbia, in una parabola dove il Cristo libera un posseduto dai demoni…che sono convinti a traslocare nelle teste dei maiali lì adiacenti. Nel Mistero buffo del porcello, recitato in una strana e divertente mistura di dialetto lombardo e veneto, Fo ci riporta fantasticamente al rapporto originario tra Dio ed il porcello. E ci ricorda che “ognun, anche nella merda, ha il paradiso che merita”.

Leggi l'approfondimento

Guarda il video dell'evento


MMBB (evento n° 61)
Torna su
Bastano un pianoforte, un contrabbasso e una batteria a far rivivere i versi di Bertolt Brecht? Non solo. Servono anche Mercedes Martini, il suo istrionismo, la voce duttile e una lavagna. Al Teatro Bibiena, MM ha rinnovato il suo incontro con BB. MMBB dunque il titolo dello spettacolo, una scritta a caratteri cubitali che campeggia sulla scena. Un monito, a ricordare a tutti che sul palco c'è Mercedes Martini, ma c'è anche, e soprattutto, Bertolt Brecht. Lei lo presenta al pubblico e generosa gli presta la sua voce, il suo corpo, affinché al pubblico possa giungere la sua gioia di vivere, i suoi amori, i ricordi, le paure, il timore di essere l'unico a presentire l'orrore che avanza. MMBB, però, non è un monologo: è un dialogo tra attore e scrittore, tra presente e passato, uniti quasi sempre e solo nelle tragedie. Ma è anche una polifonia a cui partecipa l'ebrea Judith, simbolo della rassegnazione prima e della ribellione poi. Una coralità che include gli strumenti e la musica e le scritte col gesso sulla lavagna che fanno apparire sulla scena susini in fiore, stelle cadenti e una luna che strappa il cuore. E durante gli applausi un'altra voce, napoletana: Eduardo de Filippo, Io vulesse truva' pace.


DANTE E I PASTORI DELL'APPENNINO (evento n° 62)
Torna su
Giovanni Lindo Ferretti proviene da una famiglia di pastori dell'Appennino tosco-emiliano e fin da piccolo ha sentito recitare il Divino Poeta. Il suo bisnonno conosceva tutta la Commedia, suo nonno un terzo e suo padre la metà. La particolarità della tradizione orale è quella di essere recitata con un ritmo cantilenante e monotono nelle notti di estate sotto le stelle e in inverno al chiuso dei casolari per addormentarsi. Scopo non era solo passare le serate ma soprattutto imparare a leggere e scrivere perché, oltre a saper far di conto, era importante per i contratti terrieri. Da lì hanno appreso l'immaginario dantesco e un pò di storia, geografia, astronomia e religione. La cantica più recitata resta quella dell'Inferno perché è quella che i contadini conoscono nella quotidianità, aspra e dura come la transumanza. E nella semplicità di pastore Ferretti inizia a recitare Dante sfruttando il ritmo dell'endecasillabo.


JEAN ZIEGLER (evento n° 197)
Torna su
Jean Ziegler, docente universitario presso la Facoltà di Scienze Economiche e Sociali dell'Università di Ginevra e Relatore speciale all'ONU per il diritto all'alimentazione, ha discusso oggi pomeriggio al Teatro Bibiena, insieme a Massimo Toschi, assessore alla Cooperazione Internazionale della Regione Toscana, dei problemi fondamentali che affliggono il mondo di oggi: la guerra e la fame nel mondo. Nella nostra società, caratterizzata dal capitalismo globalizzato, l'unica costante che permea ogni azione dell'uomo è la violenza. Violenza che porta all'eliminazione della concorrenza, alla guerra. Violenza che causa la fame. "Con un terzo delle spese militari annuali globali si potrebbe cancellare la povertà dal mondo" afferma Ziegler. Non si può combattere la guerra con la guerra, l'unica strada possibile è riconquistare il dominio intellettuale, rifiutando l'ideologia del capitale per ritrovare la felicità comune. E giungere, finalmente, alla giustizia e alla riconciliazione fra i popoli.


Torna alla lista dei giorni