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Massimo Quaini
Attualmente il maggior teorico italiano della geografia, Massimo Quaini, geografo umanista e storico della cartografia nell’Ateneo genovese, consulente nel campo della pianificazione territoriale, ha attraversato con i suoi contributi scientifici, culturali e didattici i momenti più significativi della geografia italiana ed europea dell’ultimo trentennio. Muovendosi dapprima sulla scia di Lucio Gambi, Emilio Sereni e Fernand Braudel, si è occupato di geografia storica, in particolare di storia del paesaggio agrario ligure. Successivamente, con Marxismo e geografia e La costruzione della geografia umana (ambedue tradotti in diverse lingue) ha proposto una rilettura della geografia e, in particolare, della geografia umana. Attualmente lavora alla costruzione di una geografia che sia in grado di rispondere alla domanda di una pianificazione urbana e rurale più aderente al territorio, in riferimento alla tematica dei beni culturali e del paesaggio come spazio abitato dall’uomo.
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Bibliografia Sintetica
Marxismo e geografia, La Nuova Italia, 1974 La costruzione della geografia umana, La Nuova Italia, 1975 Dopo la geografia, L'Espresso, 1978 Tra geografia e storia: un itinerario nella geografia umana, Cacucci, 1982 Fortuna della cartografia, Bertani, 1982 Il mondo come rappresentazione, Galleria Paolo Vitolo, 1992 Levanto nella storia, Comune di Levanto, 1987-88 La mongolfiera di Humboldt, Diabasis, 2002 L'ombra del paesaggio. L'orizzonte di un'utopia conviviale, Diabasis, 2006
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