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Artemis Cooper

«Mi piace scrivere biografie, ti dà l'impressione di vivere un'altra vita e ti consente di riflettere sulla memoria e il ricordo delle persone». Nata nel 1953 a Londra, Artemis Cooper ha frequentato il St Hugh's College di Oxford e ha insegnato inglese. Il suo primo libro, pubblicato nel 1983, si ispira alle lettere d'amore dei suoi nonni: il risultato è "A Durable Fire. The Letters of Duff and Diana Cooper", un romanzo epistolare che sin dal titolo riflette una passione mai sopita. Nel suo secondo romanzo, "Watching in the Dark", Cooper tratta la difficile situazione familiare seguita all'improvviso ricovero della giovanissima figlia. La vera svolta della sua scrittura si compie grazie alle biografie letterarie, un filone in cui riesce a trovare il registro espressivo a lei più congeniale. Laddove "Writing at the Kitchen Table" (1999) si basa sulla vita della cuoca-scrittrice Elizabeth David e "Patrick Leigh Fermor: An Adventure" (2011) ripercorre le avventurose vicissitudini di uno dei massimi scrittori e viaggiatori britannici, "Elizabeth Jane Howard: A Dangerous Innocence" (2016) – definito dalla critica «un tesoro inaspettato. Emozionante e unitario» – si spinge oltre il classico ritratto della 'femme fatale' dovuto all'abbacinante bellezza della Howard e offre l'immagine di una donna fragile e sensibile.

(foto: sito ufficiale)

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"Elizabeth Jane Howard. Un'innocenza pericolosa", Fazi, 2017

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