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Davide Ferrario

Nato a Casalmaggiore nel 1956, si laurea in Letteratura americana all'Università di Milano. Inizia a lavorare in campo cinematografico dagli anni Settanta in veste di critico e saggista, avviando al contempo una piccola società di distribuzione a cui si deve la circuitazione in Italia di Fassbinder, Wenders, Wajda e altri registi. In seguito lavora in qualità di agente italiano per alcuni registi americani indipendenti come Spike Lee, John Sayles, e Jim Jarmusch. Debutta alla regia nel 1989 con "La fine della notte", giudicato Miglior film indipendente della stagione. Dirige poi sia opere di finzione che documentari, che gli procurano una grande considerazione in Italia e che sono stati presentati in numerosi festival internazionali, da Berlino al Sundance, a Venezia, Toronto, Locarno. Tra gli altri: "Tutti giù per terra", "Figli di Annibale", "Guardami" e i lavori realizzati insieme a Marco Paolini. "Dopo mezzanotte" (2003), realizzato con un budget molto ridotto, ha ottenuto un grande successo in Italia ed è stato venduto in tutto il mondo. Tra il 2004 e il 2013 ha diretto "Se devo essere sincera", il magnifico documentario "La strada di Levi", "Tutta colpa di Giuda", "Piazza Garibaldi" e "La luna su Torino". È anche autore di romanzi: "Dissolvenza al nero" è stato tradotto in molte lingue e adattato per lo schermo da Oliver Parker. Nel 2010 è uscito "Sangue mio". Collabora tuttora con testate giornalistiche e radiofoniche.

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"Dissolvenza al nero", Frassinelli, 2004

"Il cinema è un'invenzione senza futuro. Avventure nella produzione indipendente da Pietro Taricone a Dopo mezzanotte", Voirtrade, 2005

"Foto da galera. capolavori di inconsapevoli artisti del XX secolo", Mazzotta, 2005

"La strada di Levi. Immagini e parole dal film di Davide Ferrario e Marco Belpoliti", Marsilio, 2007

"Sangue mio", Feltrinelli, 2010

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