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Gusti

«Mia madre dice che sono nato con la matita in mano», racconta Gustavo Ariel Rosemffet, in arte Gusti, illustratore argentino nato nel 1963. Già a diciott'anni comincia a lavorare come animatore per la televisione – tra gli altri negli studi Hanna & Barbera – e la passione per il disegno lo porterà a trasferirsi in Europa, prima in Francia, seguendo le orme del suo grande modello e connazionale Mordillo, e infine in Spagna, dove vive tuttora. Infaticabile viaggiatore, ha attraversato l'Amazzonia ecuadoregna insegnando disegno ai bambini delle comunità indigene e collaborando ad alcuni progetti di conservazione ambientale.«Il disegno è un'arma potentissima per aiutare gli altri e se stessi», rivela l'illustratore, e questo principio lo ha applicato nella pratica co-fondando l'associazione senza fini di lucro Windown-La ventana, che si impegna a contribuire ad una società più aperta proprio a partire dalle arti plastiche e all'organizzazione di laboratori rivolti per persone disabili. Gusti è stato anche direttore artistico di La Casa de Carlota, nata allo scopo di educare studenti di disegno con disabilità intellettuali, e il tema della disabilità torna nel suo libro "Mallko e papà", vincitore del Bologna Ragazzi Award for Disability 2016. Per Gusti la nascita del suo secondo figlio, Mallko, affetto da Sindrome di Down, «ha cambiato il mio modo di disegnare. Mi piacciono i disegni con degli errori, i personaggi non perfetti»; e in questo i bambini sono maestri impareggiabili, perché ci insegnano a lavorare «senza egoismo, per puro divertimento e per provare delle emozioni».

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"Mallko e papà", Rizzoli, 2016

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