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Patrick Manoukian

Giornalista, editore, appassionato viaggiatore e giallista sotto lo pseudonimo di Ian Manook: Patrick Manoukian ha diverse vocazioni, non ultima quella di firmare romanzi di genere che lo hanno stagliato nell'Olimpo della letteratura poliziesca europea. A oggi sono due i thriller di un ciclo che spicca in quanto a originalità e ambientazione, con un commissario alle prese con misteriosi omicidi negli sconfinati altopiani della Mongolia: si tratta di "Yeruldelgger, Morte nella steppa" e "Yeruldegger. Tempi selvaggi", opere romanzesche grazie alle quali Manook «impone lo spassante scenario mongolo nell'immaginario del poliziesco, così come vent'anni fa Mankell impose la Svezia» (Roberto Iasoni sul "Corriere della Sera"). Quando non è impegnato in viaggi e traversate, l'autore vive e lavora a Parigi e racconta le sue esperienze per il mondo in saggi come "L'arte di perdere tempo".

(foto: © Giliola Chistè)

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Come Ian Manook:

"Yeruldegger. Morte nella steppa", Fazi, 2016

"Yeruldegger. Tempi selvaggi", Fazi, 2017


Come Patrick Manoukian:

"L'arte di perdere tempo. Piccola celebrazione della sosta e degli imprevisti", Ediciclo, 2017

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