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Piotr M. A. Cywiński

«Ad Auschwitz – ha scritto Piotr Cywiński – voglio soprattutto vedere le persone. Questo è ciò di cui Auschwitz parla. Il significato di Auschwitz è l'umanità e questo ci spaventa; perciò ci rifugiamo in oggetti, edifici, simboli disumanizzati». Direttore, dal 2006, del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, lo storico e operatore culturale polacco, classe 1972, proviene da una famiglia cattolica intellettualmente impegnata e ha fatto della conservazione della memoria della Shoah la propria missione educativa e umanitaria. Laureato in storia a Strasburgo, già presidente dell'Associazione degli intellettuali cattolici di Varsavia e, dal 2007, membro del Consiglio polacco di cristiani ed ebrei, nel 2008 è stato ambasciatore dell'Anno internazionale del dialogo interculturale; dal 2005 al 2014 ha inoltre diretto il Consiglio del Centro internazionale per l'Educazione su Auschwitz e l'Olocausto. "Non c'è una fine" è il suo primo libro pubblicato in Italia e in esso, come ha rilevato David Bidussa sul "Sole 24Ore", Cywiński rilancia al lettore (e al visitatore) alcune domande impellenti sul senso storico e politico dei luoghi della memoria: «esiste un modo o un percorso in cui i genocidi siano evitabili? Esiste una politica preventiva contro gli stermini?».

(foto: © Jan Brykczyński - sito ufficiale)

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"Non c'è una fine. Trasmettere la memoria di Auschwitz", Bollati Boringhieri, 2017

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