Nata nel pieno della guerra civile libanese, la fumettista e designer Zeina Abirached è stata profondamente influenzata nella sua cifra artistica dalle tragiche vicende che dal 1975 al 1990 hanno martoriato lo Stato del Vicino Oriente. Con delicatezza e disincanto sa utilizzare lo sguardo di chi è venuto al mondo cullato da un conflitto, portando sulla carta – in un acceso bianco e nero – vicende fortemente autobiografiche, eppure universalmente legate alle troppe storie di infanzia rubata da cecchini e bombardamenti. Con Il gioco delle rondini e Mi ricordo Beirut, fino al recente Il Piano Orientale (ispirato alla vita di Abdallah Chahine, pianista, accordatore e inventore del pianoforte orientale a Beirut, negli anni Cinquanta), l'autrice, divisa tra Parigi e la città natale, celebra una capitale dall'anima multiculturale e dal passato tormentato, esprimendo attraverso il fumetto una cultura che da sempre affascina il mondo occidentale. La incontra la scrittrice Gaia Manzini.



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