"Spesso cammino per il mondo con la sensazione che esista una versione da incubo di ciò che vedo, proprio sotto la superficie". Helen Phillips afferma che questa visione delle cose le ricorda la poetica di David Lynch, capace di rendere inquietanti anche le situazioni all'apparenza più banali. La scrittrice del Colorado alla banalità non è certamente abituata, non è difficile anzi immaginare che gli stessi Kafka e Orwell amerebbero opere come La bella burocrate (il suo primo libro uscito in Italia), intrise di un umorismo bizzarro e surreale, capaci di prendere la realtà e ribaltarla completamente. Spaziando da raccolte di racconti futuristici al genere young adult (con Here where the sunbeams are green, storia di due sorelle alla ricerca del padre scomparso nella giungla), la Phillips costruisce nei suoi scritti una serie di livelli di lettura che permettono di unire il divino e l'umano, il palese e il nascosto e in cui metafore e giochi di parole sono la chiave per aprire una porta verso un viaggio misterioso. La incontra lo scrittore Marcello Fois.




Festivaletteratura Festivaletteratura
Conservatorio di Musica Lucio Campiani - Auditorium
Via della Conciliazione , 33 - Mantova