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Helena Janeczek

«La sua è una generazione di storie sconvolgenti», ha affermato Roberto Saviano, ed Helena Janeczek a quelle storie ha dato una voce e un corpo di parole, perché «la letteratura non fa risorgere i morti. Però li racconta». Poetessa e scrittrice, è nata Monaco Baviera in una famiglia ebreo-polacca e da oltre trent'anni vive e lavora tra Milano e Gallarate. È redattrice di "Nuovi argomenti" e "Nazione Indiana", e ha esordito con la raccolta di poesie in lingua tedesca "Ins Freie" (Suhrkamp, 1989). Ha scritto in italiano il suo primo romanzo, "Lezioni di tenebra" (1997), che le è valso il Premio Bagutta come migliore opera prima. Si tratta del resoconto del viaggio compiuto ad Auschwitz dall'autrice insieme alla madre, che lì era stata prigioniera con il marito. Altrettanto di rilievo è il suo secondo romanzo, "Le rondini di Montecassino" (2010), un epico affresco della battaglia tra nazisti e alleati che distrusse la grande abbazia benedettina, vincitore del Premio Pisa sezione narrativa e del Premio Sandro Onofri. Nel 2017 ha partecipato al volume collettivo "L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino" e ha firmato "La ragazza con la Leica", biografia romanzata della grande fotoreporter Gerda Taro, la prima fotografa morta su un campo di battaglia.

(foto: © Leonardo Cendamo)

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"Lezioni di tenebra", Mondadori, 1997 (Guanda, 2011)

"Versione per quattro" in AA.VV., "Il '68 di chi non c'era (ancora)", Rizzoli, 1998

"Cibo", Mondadori, 2002

"Una gonna per l'11 settembre", in AA.VV., "Scrivere sul fronte occidentale", Feltrinelli, 2002

"Malesia take-away", in AA.VV., "Mompracem!", Mondadori, 2002

"Le rondini di Montecassino", Guanda, 2010 (2011)

AA.VV., "L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino", a cura di Marco Balzano e Gianni Biondillo, Feltrinelli, 2017

"La ragazza con la Leica", Guanda, 2017 (in uscita)

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