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Secondo l'astrofisico Stephen Hawking, "le persone silenziose sono quelle che hanno le menti più rumorose". Così è per Jesse Cooper, ragazzo dall'intelligenza fuori dalla norma e studente modello. La sua grave tetraplegia, accompagnata dal mutismo e da continue crisi epilettiche, lo ha portato a scontrarsi ogni giorno contro una società piena di buone intenzioni ma troppo distratta e piena di pregiudizi per prendersi davvero cura dei suoi problemi. È stato l'amore incondizionato dei suoi genitori, entrambi attori hollywoodiani, ad accompagnarlo fino a una mattina di gennaio del 2005, quando ha lasciato questa terra; un amore che molto ha dato e altrettanto ha avuto, perché l'estrema vulnerabilità di questo ragazzo speciale, come ha scritto sua madre Marianne nello struggente memoir Jesse e come ricorda l'attrice nel suo incontro col regista Davide Ferrario, "gli conferiva un potere enorme: quello di tirar fuori il meglio dagli altri".



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