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"Non sono mai stato tanto libero e felice come in quella casa", dice Christophe Boltanski parlando dell'appartamento in rue Grenelle a Parigi che funge da coprotagonista della sua prima fatica letteraria. L'abitazione in cui i Boltanski si isolano volontariamente, dapprima per sottrarsi alla violenza nazista, diventa col tempo un unico organismo legato alla famiglia nevrotica, intellettuale e anticonformista dell'autore, microcosmo e mondo che si circumnaviga passando di stanza in stanza. Per la prima volta ospite di Festivaletteratura, l'ex corrispondente di guerra dalla cui penna è nato Il nascondiglio racconta a Bruno Gambarotta e al pubblico presente di questa roccaforte sui generis, teatro di un confinamento tragicomico per tre generazioni di ebrei parigini che con questo allontanamento da "ciò che sta fuori" esorcizzano le paure di un passato sempre incombente. Perché la casa è la famiglia stessa, e i suoi scalini sono un viaggio nel tempo.

Con il sostegno dell’Institut Français Italia.



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Palazzo Ducale - Basilica Palatina di Santa Barbara
Piazza Santa Barbara, 4 - Mantova
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