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Una delle accuse che più frequentemente vengono rivolte a papa Francesco è di avere scarsa profondità teologica, e di cercare di rimediare a questo con la prossimità. Secondo lo storico Gian Enrico Rusconi siamo invece di fronte a un'importante revisione della dottrina in senso narrativo: con Bergoglio "la teologia è diventata conversazione, reinvenzione semantica, espressività emotiva, flessibilità concettuale". La straordinaria forza espressiva del Pontefice si alimenta delle storie della Bibbia e Vangelo, narrate come eventi del quotidiano. Gli appelli alla solidarietà sociale, alla vicinanza ai più deboli che prendono spunto da queste storie portano all'affermazione dell'"incondizionata misericordia" di Dio, che si pone come uno degli aspetti del pensiero del Papa maggiormente in contrasto con temi centrali nella dottrina cattolica come il peccato. Sugli effetti e sulla consistenza di questa "rivoluzione" teologica dentro e fuori la Chiesa, l'autore di La teologia narrativa di papa Francesco discute con Alberto Melloni, studioso di storia del Cristianesimo e del Concilio Vaticano II.



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Palazzo Ducale - Basilica Palatina di Santa Barbara
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