Alla scoperta della propria identità

10 9 2017

Alla scoperta della propria identità

Le stagioni dell'adolescenza

I piccoli volontari della redazione junior sono più che pronti. Saranno loro a raccontare gli eventi con nuove prospettive e presentare i laboratori della Casa del Mantegna, dedicati al nostro pubblico più giovane.


Nina LaCour, scrittrice che esordì in Italia con Ferma così, è stata ospite all'evento 196, reso possibile grazie al presentatore Marco Magnone e all'immancabile interprete.

Marco: «Qual è il tuo rapporto con la scrittura?»
Nina: «Ho sempre amato leggere e raccontare storie. Ero curiosa».

Durante l'incontro Nina ci ha rivelato che sta lavorando ad un nuovo romanzo indirizzato agli adulti. Per lei l'unica differenza tra scrivere per un adulto o per un adolescente sta nell'età dei personaggi. In generale infatti i temi non cambiano perché sono universali. L'autrice ha poi sostenuto che i ragazzi non sono affatto «adulti un po' più scemi», perché in fondo gli adulti hanno solo un po' di esperienza in più rispetto ai giovani.

Tra le altre cose la scrittrice ha raccontato come si è sentita nei panni di un' insegnante in un carcere minorile. Ha imparato a rispettare ogni singola emozione scoprendo che fra i ragazzi ce ne fossero alcuni che avevano già vissuto molto. Erano entrati in contatto con la sofferenza in tenera età e forse proprio questo li aveva resi dei piccoli delinquenti. Per lei era stata un'esperienza sì dolorosa, ma anche illuminante.

Marco: «Da dove nascono i tuoi libri?»
La scrittrice ha spiegato che spesso la scelta di un titolo o del tema dei suoi romanzi dipendono dalle emozioni, dagli umori, dalle sensazioni o dai ricordi che affiorano in un preciso momento.

Marco: «Oggi la morte non è più un argomento tabù. Secondo te cosa è cambiato rispetto agli anni passati?»
Nina sembrava abbastanza sicura che la trasformazione sia stata possibile grazie al web. Al giorno d'oggi basta avere un social per scoprire informazioni scottanti e anche i genitori non sono più in grado di proteggere i figli dai brutti avvenimenti che la vita riserva loro.

Marco: «Il viaggio, tema presente ne Il ritmo dell'estate, può aiutare a cucire le ferite?»
La scrittrice si è limitata a dire che il viaggio induce a delle trasformazioni, proprio come avviene nel romanzo, senza essere esattamente un mezzo per dimenticare.

Marco: "In Ferma così e ne Il ritmo dell'estate, è presente la fotografia. Che cosa rappresenta per te?"
L'autrice pensa che la fotografia sia interessante in quanto cattura un momento della vita reale senza che sia davvero la vita reale, perché ne rispecchia soltanto una piccola parte.

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