Eravamo grandissimi

10 9 2017

Eravamo grandissimi

Dopo la DDR e prima dell'Occidente

Mai la questione europea è stata così presente al Festival: sono molti autori ad esaminare in controluce i problemi di ieri e di oggi.


Facciamo un salto indietro nel tempo. Torniamo ad uno dei momenti epocali del millennio scorso. Il 1989 e la caduta del muro di Berlino. Clemens Meyer, incalzato da Luca Scarlini, racconta la genesi del suo romanzo Eravamo dei grandissimi.

L’autore è partito da una serie di racconti e anche il romanzo mantiene poi questo senso di frammentazione che caratterizza l’anima dei personaggi. La vicenda viene narrata da diverse angolazioni e prendendo spunto da diversi autori occidentali come Scott Fitzgerald, Curzio Malaparte, Pasolini o Hemingway. Ma c’è anche grande cinema nel modo di raccontare la storia dei quattro amici come il C’era una volta l’America di Sergio Leone o Visconti. I ragazzi protagonisti raccontano il cambiamento dal basso e i piccoli criminali diventano presto eroi nella terra di mezzo che ha lasciato il crollo della cortina di ferro.

A Lipsia c’erano odori, sensazioni, atmosfere; con l’arrivo dell’Occidente tutto questo cambia e quello che c’era si perde irrimediabilmente. Quando arrivò l’ovest, arrivò un mondo nuovo e una infinità di merci che prima erano viste solo come utopie di contrabbando. Non esistono più le regole rigide del socialismo reale e i giovani in questo caos vogliono prendersi tutto subito. Nuove macchine, discoteche, consumismo. In un certo senso i sogni che si realizzano tutti in un momento. Ma quelli veri rimangono, anche se travolti da una realtà incredibile. Perché arriva anche la droga, le bande che si contendono i mercati.

Serviranno anni per tornare alla normalità dopo il caos. Le enormi fabbriche vuote si trasformano in discoteche caotiche, spazi urbani decaduti nel regno di bande di ragazzi. Un mondo grigio che manteneva però una magia nascosta. Musica, jeans, fumetti, sciarpe di squadre di calcio. Dopo il muro tutto è diventato disponibile e i giovani ne fecero indigestione. Ma un po’ come il sogno di vedere una squadra di calcio dell’est vincere la Bundesliga, così i sogni che sembrava si dovessero realizzare subito furono piano piano disillusi. Lasciarono lo spazio anche alla nostalgia di una vita sicura che garantiva la DDR. Ma l’esperimento sociale era fallito e non si poteva tornare indietro. In mezzo a tutto questo un interregno, un’epoca mitica in cui “eravamo grandissimi”.



21 DALLE SPONDE DEL VOLGA - 28 TI RACCONTO LA MIA EUROPA 70 FAR WEST CROAZIA - 107- DALLA STANZA 629 - 117 UNA FORCHETTA CONFICCATA NEL TERRENO - 127 UN'EPICA CONTEMPORANEA - 143 IL SILENZIO DOPO LO SPARO - 174 LETTERATURA D’ESILIO - 197 ALEXANDERPLATZ, AUF WIEDERSEHEN! - 199 UNA PARTITA PER RICOMINCIARE - 224 DIECI ANNI DI VOCABOLARIO EUROPEO

Festivaletteratura