I diari per immagini di Gusti e Balboa

13 9 2017

I diari per immagini di Gusti e Balboa

Quando basta una matita per schiarirsi le idee

Ci sono diversi modi di raccontare e raccontarsi. Per Gusti e Nicoz Balboa, il mezzo migliore è il romanzo illustrato o graphic novel. Anche se provengono da esperienze diverse, entrambi i libri dei due autori sono diari di chi cresce un figlio attraverso gioie e difficoltà.

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Mallko e papà narra un rapporto di grande affetto tra un padre, Gusti, e il suo bambino nato con la sindrome di Down. Per l'autore scrivere questo libro ha avuto un valore terapeutico: «I figli sono come i disegni, non vengono come li hai immaginati. Inizialmente non lo accettavo, ma comporre il diario è stato una vera e propria guarigione». Mettere se stessi su un foglio bianco significa riflettere su ciò che siamo, poterci specchiare e decidere di migliorare: «Ho imparato ad estrarre Excalibur, ad essere non il più forte, ma il più puro di cuore. Anche se in questo caso non si tratta di una spada, ma di una matita». Non può fare a meno del lapis e del taccuino, suoi fedeli compagni di vita e nella stesura del graphic novel l'illustrazione precede il testo, poiché la prima lo aiuta a togliere la nebbia e il secondo funge da ulteriore chiarificazione.

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Il progetto di Nicoz Balboa ha una genesi molto particolare: inizia dal suo feticismo per i quaderni, dal bisogno di comprare l'ennesima agenda, che inizialmente pensa di riempire con un autoritratto al giorno. L'idea di base però cambia, la paura del vuoto bianco la porta a fare molto di più. Da diversi anni tiene un diario giornaliero, e gli estratti dal 2011 al 2013 sono divenuti parte di Born to lose: «non mi ero resa conto del percorso compiuto dal personaggio, da me stessa, finché non ho ordinato e selezionato le tavole». La raccolta nasce da un magma apparentemente confuso, da certi timori, tra cui la paura di non essere una brava madre e da un senso mancanza; ammette Nicoz di avere scritto con una sorta di inconsapevolezza e con infelicità che non riusciva a comprendere. Tratteggiare, mixare i colori è stato per lei molto liberatorio ed una presa di coscienza riguardo al fatto che per prendersi cura dei propri cari, bisogna prima saper curare noi stessi.

Per entrambi gli autori il diario è un genere molto accessibile: tutti possiamo tenere un diario, poiché non conta il giudizio altrui sul risultato, ma la nostra esperienza di elaborazione.

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