La voce dei classici

20 2 2017

La voce dei classici

Un omaggio al filologo Giorgio Bernardi Perini, scomparso il 18 febbraio

Divisa tra Virgilio, la poesia antica e l'eredità letteraria di Teofilo Folengo, l'attività intellettuale del latinista Giorgio Bernardi Perini, recentemente venuto a mancare, è stata un fulgido esempio per tutta la cultura italiana. Nato a Cesole (Marcaria), Perini ha insegnato per quarant'anni letteratura latina all'università di Padova e ha presieduto l'Accademia Nazionale Virgiliana. Filologo e traduttore, è stato autore di importanti testi di didattica della lingua latina e ha tradotto opere di Esopo e Aulo Gellio. Una delle punte di diamante della sua ricerca fu la riscoperta del geniale poeta mantovano Teofilo Folengo, maestro indiscusso della letteratura maccheronica rinascimentale, al quale dedicò numerosi contributi confluiti nella raccolta Scritti folenghiani (Imprimatur, 2000).

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«Non stupitevi se comincio "da professore" con qualcosa che può sembrare stravagante e "professorale"»: Perini Iniziava spesso i suoi interventi con un tono gentile e sommesso, specchio di un understatement che ne faceva, come ha ricordato giustamente alla sua morte lo studioso Stefano Gulizia, «uno degli ultimi gentleman accademici, davvero ironico e generoso, che sembra non solo fuori moda ma quasi stridente nell'era delle docenze a contratto e del politicamente corretto».

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Le sue partecipazioni al Festival furono tante, spesso accanto ad amici poeti e accademici come Mario Artioli, al quale lo accomunava l'amore per la parola poetica dei classici e dei moderni. Fu soprattutto grazie alla sua preziosa consulenza che nel 2004 prese piede a Mantova un sogno davvero incantevole: la lettura integrale del Baldus folenghiano, con centinaia di lettori che per cinque giorni, sotto la regia di Gianfranco De Bosio e con l'accompagnamento musicale curato da Claudio Gallico, narrarono le avventure di Baldo e dei suoi compagni, dal rustico borgo di Cipada alle più remote e fantastiche mete. 
Perini curò il volume introduttivo di quella straordinaria lettura festivaliera, che a distanza di anni siamo felici di riproporvi sulle pagine del nostro sito.

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