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Andrea Anastasio

Romano, classe 1961, ha studiato lingue arie moderne a Roma e filosofia all'Università Ca' Foscari di Venezia. Dalla metà degli anni Ottanta ha maturato un originale percorso artistico, tanto influenzato da maestri come Ettore Sottsass e Bruno Munari che dalla musica seriale, dal pensiero religioso orientale e dai mistici islamici. Ha realizzato progetti per Artemide, Memphis-Milano, Design Gallery-Milano, Sawaya & Moroni e Danese, affermandosi come uno dei protagonisti del nuovo design italiano. Nello stesso tempo ha riletto e smitizzato attraverso l'arte la cultura del design industriale, aprendo una riflessione sugli spazi domestici e la filosofia dell'abitare. La monografia "Innesti" (Corraini, 2015), arricchita da contributi critici di Beppe Finessi, Cristina Miglio e Andrea Branzi, ha accompagnato nel 2015 l'omonima mostra personale organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles presso The Gallery. Le sue opere sono state esposte anche al Museum of Contemporary Art di Denver (collezione permanente), al Grand Palais di Parigi (1993, le Design Miroir du Siecle), al Musée des Arts Decoratifs di Montréal (collezione permanente), al Wexner Center for the Arts, Ohio (2002, Moon River) e all'Isabella Steward Gardner Museum di Boston.

(foto: © Festivaletteratura)

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"Innesti", Corraini, 2015

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