programma
György Dragomán

Scrittore e traduttore letterario, è nato a Târgu Mureș, in Romania. Nel 1988 la sua famiglia si è trasferita in Ungheria. È autore di racconti, fiabe e testi teatrali, oltre che dei romanzi "Il libro della distruzione" (2002), non ancora tradotto in italiano, "Il re bianco" (2005), tradotto in ventotto lingue, a cui deve la sua fama internazionale, e "Fiamme" (2017). Nel suo primo romanzo, vincitore nel 2003 del Sandor Bordy Prize, Dragomán narra tre giorni di vita di un giovane architetto all'interno di un campo militare, nel corso dei quali il protagonista diviene suo malgrado testimone di un genocidio. Voce narrante di "Il re bianco" è invece un ragazzino di undici anni che attende il ritorno del padre, recluso per ragioni politiche. Con questo «pungente ritratto della vita in una società totalitaria» ("The New York Times"), il giovane autore riceve il premio alla memoria di due scrittori ungheresi: Tibor Déry e Sándor Márai. Nel più recente "Fiamme" è ancora l'eco di un regime spietato – con forti rimandi alla dittatura comunista di Ceaușescu – a fare da sfondo a una fiaba nera con protagonisti l'orfana Emma, i fantasmi di un mondo in disfacimento e il potere redentore della fantasia. In veste di traduttore, Dragomán si è misurato con autori come Beckett, Joyce e Irvine Welsh. Vive a Budapest con la moglie e i loro due figli.

(foto: © Basso Cannarsa)

Festivaletteratura Festivaletteratura


"Il re bianco", Einaudi, 2009

"Fiamme", Einaudi, 2017

Festivaletteratura