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Takoua Ben Mohamed

«Quando ero in Tunisia – ha detto Takoua Ben Mohamed in un'intervista a "Lo Spazio Bianco" – vedevo i cartoni animati, che mi hanno sempre appassionata più dei fumetti. Erano anime giapponesi, doppiati in arabo classico e famosi anche in Italia, come "Belle e Sebastien" o "Goldrake" [...] Ho sempre amato disegnare ma lo facevo per conto mio, imitando appunto quei cartoni animati. Ho privilegiato così un tratto semplice e immediato, capace di far arrivare al lettore innanzitutto le emozioni». Originaria di Douz, nel sud della Tunisia, la giovane fumettista si è trasferita in Italia con la famiglia all'età di nove anni. Matura precocemente una predilezione per il graphic journalism, che la porta a realizzare storie su tematiche sociali, volte a stimolare il dialogo interculturale e interreligioso. Nel 2015 realizza il catalogo "Woman Story", prodotto dalla Regione Sardegna. Suoi contributi compaiono anche nel libro "Il velo nell'Islam. Storia, politica, estetica" di Renata Pepicelli, nei documentari "Al Qaeda! Al Qaeda! Come fabbricare il mostro in tv" di Giuseppe Scutellà e "Porto il velo e ascolto i Queen" di Luisa Porrino, di cui è protagonista. Per BeccoGiallo ha firmato la striscia a fumetti "Sotto il velo" (2016), racconto autobiografico della quotidianità di una ragazza come tante che ha liberamente scelto di indossare l'hijab sfidando i pregiudizi.

(foto: © Festivaletteratura)

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"Sotto il velo", BeccoGiallo, 2016

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