"Il filo rosso del viaggio di Confine – ha scritto Christian Elia a proposito di uno dei libri più ispirati di Kapka Kassabova – è lo strato. Lingue, identità, passaporti, barriere si sovrappongono, mutano. Come mutano, anche tre volte nella stessa vita, i nomi delle genti del confine. Che esistono in quei territori che si raccontano per addizione". Comprendere spazi antropici noti solo per le sciagure che li segnano richiede uno sforzo di complessità ed empatia, accompagnato dalla piena messa in gioco di punti dati per fermi ma quanto mai volatili. Kapka Kassabova ha scelto spesso la strada del reportage narrativo, non senza frequenti incursioni nel memoir, per cogliere l'essenza di luoghi come il confine tra Turchia, Grecia e Bulgaria, o come due antichi laghi prossimi a quel fluttuante crocevia di popoli. Le sue memorie d'infanzia, cresciute a est della Cortina di Ferro, finiscono sempre per incontrare le vite di guardie di confine, rifugiati e altri esseri umani che quegli stessi spazi abitano e attraversano ai nostri giorni, destreggiandosi tra frontiere ancora militarizzate di cui l'autrice – in collegamento streaming – parla insieme al condirettore di Q Code Magazine.

L'autrice parlerà in inglese, con interpretazione consecutiva in italiano.

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