Se il premio Nobel Joseph Brodsky diceva che le sole cose che politics e poetry hanno in comune sono le lettere P e O, di tale avviso non è certamente la poetessa, saggista e giornalista Marija Stepanova (Spogliatoio femminile), quando sottolinea come esista anche una terza parola da legare alle precedenti: postmemoria. Da sempre critica nei confronti delle istituzioni del proprio paese, la scrittrice moscovita considera la poesia come strumento di resistenza interiore, capace di donare non solo equilibrio, ma anche immortalità. E proprio al concetto del perdurare del ricordo Stepanova dedica la riflessione alla base del metaromanzo Memoria della memoria, quasi un documentario in cui l'autrice "trasforma i morti nei suoi coautori", dando voce al passato della propria famiglia attraverso un vastissimo archivio di materiali. Come in altre sue opere precedenti, storia personale e collettiva si mescolano tra le pagine, nelle quali anche i più piccoli particolari possono trasportare il lettore nel passato comune della Russia. Intervista l'autrice il giornalista Wlodek Goldkorn (L'asino del Messia).

L'autrice parlerà in russo, con interpretazione consecutiva in italiano.

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