"Sono ancora aperte come un tempo", cantava Francesco Guccini ricordando quei luoghi mitologici di incontro che sono le osterie. Ma, oggi, gli osti e la loro cucina non sono solo legati a un "mondo antico" da ricordare con nostalgia. Come dice Carlo Petrini – fondatore dell'associazione Slow Food – essi svolgono il ruolo di custodi di preziosi saperi: "il buon cibo si crea così, facendo rete, collaborando col territorio e preservandone le tradizioni". Francesca Mastrovito, tra le curatrici del volume monografico Ostinati, Francesco Montaruli e Roberto Casamenti (gestori rispettivamente delle osterie Mezza Pagnotta e La Campanara), insieme ad Amalia Sacchi discutono dell'importanza del prodotto locale, di sostenibilità, di riscoperta di conoscenze salvate così dall'oblio... e, perché no?, di vocazione.

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