Cosa direbbe il ragazzo della via Gluck adesso che il classico adagio, in molte realtà cittadine, potrebbe subire un ribaltamento in "là dove c'era una città, ora c'è l'erba"? Citazioni a parte, la presenza della natura nei contesti urbani è un tema che oggi coinvolge questioni di sostenibilità, architettura e biodiversità, fino alle modifiche più visivamente di impatto come il Bosco Verticale di Milano. Ma quanto i progetti che coinvolgono lo spazio pubblico, a livello "green" quanto di mobilità o servizi, sono effettivamente strumenti volti a migliorare la qualità della vita e dell'ambiente? Quando si rischia invece di cadere nella trappola, sintomo forse di cattiva politica, dell'intervento fine a se stesso? L'architetta Annalisa Metta (La città selvatica, scritto con Maria Livia Olivetti) e l'urbanista Elena Granata (Biodivercity) si incontreranno a Mantova per discutere insieme di come dare "valore agli oggetti, cercare nuovi modelli di convivenza e sviluppo, mitigare gli effetti ambientali, ridurre i consumi collettivi". Le incontra l'architetto Luca Molinari.

Fondazione Università di Mantova - Aula Magna
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