Il racconto della marginalità da sempre contraddistingue le opere dell'attore e regista teatrale Ascanio Celestini (Storie di uno scemo di guerra, La pecora nera), capace di dare voce a chi voce non ha, raccontando "la storia di quelle persone che consideriamo confinate nei ghetti e nelle periferie, delle quali sappiamo qualcosa soltanto quando accade un evento drammatico". Incapaci di parlare sono anche le "creature" dell'artista Giovanni Albanese, che infonde nuova vita a oggetti abbandonati e consumati dal tempo, assemblandone le parti e trasformandoli in veri e propri esseri in cerca di un'esistenza diversa. Dall'incontro tra i due è nato un progetto (documentato nel libro L'armata dei senzatetto) che, attraverso le biografie scritte da Celestini, regala una storia ai personaggi che Albanese ha sottratto all'oblio di mercatini e sfasciacarrozze: un piccolo grande dono per chi "non ha cittadinanza nella nostra società e nemmeno nella società dell'arte".



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Teatro Bibiena
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