"I romanzi di Colson Whitehead – ha scritto il New York Times – sono creature ribelli: ognuno di loro fa di tutto per liberarsi del precedente, della sua struttura e della sua lingua. Nello stesso tempo, tutti hanno un elemento in comune: la volontà di lavorare all'interno di un tratto riconoscibile della cultura popolare". Questo discorso vale senz'altro anche per La ferrovia sotterranea, opera che è valsa all'autore statunitense il premio Pulitzer per la narrativa, e il recente I ragazzi della Nickel. In questi romanzi, grazie a un sapiente intreccio tra eventi reali e immaginati, Whitehead reinventa l'America dello schiavismo e del segregazionismo, i conflitti razziali e gli aneliti di uguaglianza che la attraversano, firmando due avvincenti metafore di un paese in perenne tensione, segnato da ferite tuttora aperte. Lo incontra il giornalista Stas' Gawronski.

L'autore parlerà in inglese. Interpretazione consecutiva in italiano.



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