Nel pensiero del giurista tedesco Carl Schmitt, "sovrano è chi decide sullo stato di eccezione". Da quando venne formulato per la prima volta nel 1922, questo concetto chiave della scienza politica è stato spesso motivo di riflessione, se non d'allarme, per le moderne democrazie costituzionali. Anche negli ultimi vent'anni – segnati da attacchi terroristici, guerre, crisi sistemiche dei mercati e pandemie alle quali i governi nazionali rispondono in ordine sparso –, una domanda continua ad agitare i sogni di molti: può un governo politicamente legittimato agire al di sopra della legalità costituzionale per far fronte a situazioni di emergenza? La prassi dimostra tanto la medaglia che il suo rovescio: una solida democrazia amministra la norma e l'emergenza senza sfuggire al controllo dei cittadini e senza trasformare l'emergenza in eccezione; viceversa un governo autoritario sfrutta l'eccezione per smantellare le regole, appellandosi a una legittimazione politica che non ha niente di mistico ma molto di opportunistico. I filosofi Mariano Croce e Andrea Salvatore, autori di Cos'è lo stato di eccezione, ne parlano insieme al costituzionalista Vincenzo Satta.

Aula Magna dell'Università
Via Angelo Scarsellini, 3/A - Mantova
Il sito è stato realizzato nell’ambito del progetto Open Festival con il contributo di
INNOVACULTURA - Regione Lombardia, Camere di Commercio Lombarde e Fondazione Cariplo