C'è, fra i minatori, un'espressione vecchia quanto la meccanizzazione delle miniere: un uomo non deve avere nulla a che fare con una macchina che non possa rompere quando meglio ritiene", scriveva nel 1960 Charles Denby, giornalista, sindacalista e operaio metalmeccanico nelle fabbriche di automobili di Detroit, proprio negli anni in cui le vite di milioni di lavoratori dell'industria automobilistica venivano devastate dall'avvento dell'automazione di massa. Perché se è innegabile che negli ultimi 250 anni la tecnologia ha permesso di aumentare a dismisura la produttività di ogni settore economico, è altrettanto vero che spesso lo ha fatto peggiorando le condizioni di vita dei lavoratori, rendendo il loro lavoro più duro e alienante, negando la loro autonomia e creatività. In Tecnoluddismo. Perché odi il tuo lavoro, Gavin Mueller approfondisce le ragioni di una tradizione di resistenza allo strapotere tecnologico che risale ai luddisti e ai telai dati alle fiamme nell'Inghilterra di inizio '800 e arriva fino al "luddismo hi-tech" insito nella cultura hacker dell'era digitale. Dialogherà con lui l'autore di Gigacapitalisti Riccardo Staglianò.

L'autore parlerà in inglese, con interpretazione consecutiva in italiano.

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