Le piante sono troppo spesso considerate oggetti muti, complementi d'arredo, elementi decorativi del design urbano: come se non avessero una vita propria, o non sapessero entrare autonomamente in relazione con il mondo, ciascuna a proprio modo. Ora che una nuova sensibilità per l'ambiente si sta diffondendo, è ora di tornare a chiamare le piante per nome, conoscerne proprietà e storie, apprezzarne l'irriducibile selvatichezza, soprattutto quando sovverte un ordine che non asseconda la natura. Angela Borghesi, studiosa di letteratura animata da una grande passione botanica (Fior da fiore), e Antonio Perazzi, progettista di parchi e giardini a bassa manutenzione (I giardini invisibili) provano a educare lo sguardo e il linguaggio per una "rifondazione verde", tra riferimenti letterari ed esperienze di riqualificazione urbana a impronta vegetale. Li incontra Clark Lawrence della Macchina Fissa.


Auditorium del Conservatorio Campiani
Via della Conciliazione , 33 - Mantova
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