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In un momento tanto tragico, in cui la Russia sembra inaccessibile dall'esterno, l'unico modo per avvicinarsi a questa immensa nazione è percorrere i confini dei numerosi stati che la circondano, molti dei quali ottennero l'indipendenza da Mosca il giorno di Natale del 1991, dopo il crollo dell'ex Unione Sovietica. Tundra, steppe e immense catene montuose fanno da cornice agli avventurosi reportage geopolitici della scrittrice e antropologa Erika Fatland (La frontiera, Sovietistan, La vita in alto) che, percorrendo l'antica Via della Seta e spingendosi da Ashgabat – la "Las Vegas del deserto" – fino a Pyongyang, ha analizzato culture e società dell'Asia Centrale, ricche di storia e contraddizioni, nelle quali l'influenza del Cremlino talvolta fatica a scemare e le vecchie élite si contrappongono alle giovani generazioni in cerca di cambiamento. Regioni dal fascino antico lungo le cui frontiere l'autrice norvegese ci condurrà insieme a Eleonora Sacco (Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici) e Angelo Zinna (Un altro bicchiere di arak), instancabili viaggiatori nello spazio ex sovietico e autori del podcast Cemento.

L'autrice parlerà in inglese, con interpretazione consecutiva in italiano.

In collaborazione con NORLA Norwegian Literature Abroad.

Museo Diocesano
Piazza Virgiliana, 55 - Mantova
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