Come di fronte alla tecnica dell'anamorfosi in alcuni quadri rinascimentali, a volte è necessario cambiare prospettiva per avere una migliore comprensione di quanto abbiamo davanti. Così accade per buona parte della popolazione – e dei governi – di fronte all'emergenza del cambiamento climatico, emergenza che le nostre zavorre cognitive ci fanno percepire come lontana e pertinente a un prossimo futuro. Eppure è più vicina di quanto tendiamo a credere: "Per provare paura (...) una minaccia deve avere delle caratteristiche, essere improvvisa, attuale, personale, per esempio. L'emergenza climatica invece è come un bus che ci arriva contro da lontano ma vediamo che procede lento, quindi non è pericoloso". Così afferma il giornalista e scrittore Fabio Deotto, che negli ultimi anni ha viaggiato per testimoniare l'impatto di questi mutamenti sulla vita delle persone, spostandosi dalle Maldive alla Florida, da Venezia alla Siberia. Come smuovere il sentimento globale e comunicare con maggiore efficacia la realtà dei fatti? L'autore di L'altro mondo. La vita in un pianeta che cambia ne discute insieme all'esperto di ambiente Ferdinando Cotugno (Italian wood).

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