Non conosce etichette o confini di genere la prosa dello statunitense William Tanner Vollmann. Paradossale, provocatorio – e sempre un passo avanti all'idea stessa di provocazione –, Vollmann scava nelle caotiche profondità della nostra epoca e dei nostri trascorsi là dove nessuno osa guardare, firmando profluvi di pagine che ben si avvicinano a un'opera-mondo. La voce del reporter, dello storico, del reietto e del romanziere risultano spesso inestricabili nella sua vasta produzione: per esempio nei disperati racconti di prostituzione al centro di Storie della farfalla, o nell'allucinata saga totalitaria Europe Central, che nel 2005 gli è valsa il National Book Award; senza dimenticare l'ambizioso ciclo I sette sogni, dedicato al mito di fondazione americano e al difficile confronto tra indigeni e pionieri. Claudia Durastanti (La straniera), da sempre sua appassionata lettrice, salta a bordo treno per incontrare uno degli autori più inafferrabili della narrativa contemporanea.

L'autore parlerà in inglese, con interpretazione consecutiva in italiano.

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