Così è stata definita la scrittrice israeliana Zeruya Shalev (Una relazione intima, Dolore), sopravvissuta nel 2004 a un attacco terroristico il cui trauma si riverbera in una produzione artistica capace di mescolare la quotidianità dei personaggi con gli eventi – spesso tragici – di un passato non lontano, senza che questi diventino memoir o autofiction. Nelle vicende dei suoi protagonisti e protagoniste, però, si rifrange la situazione politica del Paese, declinata attraverso i grandi temi da sempre toccati da Shalev, primo fra tutti la riflessione sui rapporti familiari e amorosi, il più delle volte complicati e dolorosi. "Tentare di capire l'anima umana mi sembra la questione più interessante al mondo. Provo sempre a mettere a fuoco le mie emozioni, e quelle degli altri, senza fare sconti", afferma l'autrice del recente Stupore, che al Festival dialogherà con la scrittrice Gaia Manzini.

L'autrice parlerà in inglese, con interpretazione consecutiva in italiano.

In collaborazione con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia.

Palazzo San Sebastiano
Largo XXIV Maggio, 12 - Mantova
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