Nel sogno l'attore bambino vede Marcello Marchesi dentro la TV Philco in bianco e nero. È un signore di mezza età che parla senza pausa dal 1963. L'eleganza è assoluta. Lo stile impareggiabile. Un malloppo di cattiverie esilaranti. Un carosello di slogan per vendere al migliore offerente la vita. Infine anche il pubblico comincia a pensare per battute infinite. Con una proliferazione sadica di parole che rende impossibile ogni ordine. Un omaggio a Marcello Marchesi (1912-1978), definito da Umberto Eco "il re delle battute fulminanti e un genio del gioco di parole".

Direzione tecnica Alessandro Amato; organizzazione Antonella Babbone; foto Paolo Cortesi; con lo sguardo di Paolo Nori; una produzione Liberty ideata da Elena Di Gioia; in collaborazione con Stagione Agorà, Unione Reno Galliera e Artists in ResidenSì 2019 /Ateliersi



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