"Noi palestinesi non abbiamo perso solo un Paese, ma le scuole, l'ospedale, una casa, un giardino, un negozio...", spiegava pochi anni fa in un'intervista l'architetta e scrittrice Suad Amiry, per indicare come il conflitto israelo-palestinese si è insinuato nella vita dei singoli individui. Le tensioni irrisolte tra arabi ed ebrei, il dramma dell'occupazione e la perdita di identità sono tra i temi che da sempre l'autrice tratta nei propri libri (come in Golda ha dormito qui, Sharon e mia suocera o il recentissimo Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea, basato su una storia vera), viaggiando con la pagina scritta tra Giaffa, Gerusalemme o Ramallah e unendo la geopolitica all'esercizio della memoria. Insieme alla studiosa di letteratura araba Elisabetta Bartuli, Amiry torna sul palco di Festivaletteratura per raccontare, attraverso le vite dei protagonisti delle sue opere, una realtà a volte troppo complicata da descrivere.

L'autrice parlerà in inglese, con interpretazione consecutiva in italiano.



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