Monika Bulaj ha viaggiato con la macchina fotografica tra i confini spirituali, nei crocevia dei regni dimenticati, dove scintillano le fedi e le tradizioni dei più deboli e indifesi, con la loro resistenza fragile e inerme, la loro capacità al dialogo e all'incontro. In cammino con i nomadi, minoranze in fuga, pellegrini, anche nei luoghi più tremendi ha cercato il bello: la solidarietà nella guerra, la coabitazione tra fedi laddove si mettono bombe, le crepe nella teoria del cosiddetto scontro di civiltà, dove gli dei sembrano in guerra tra di loro, evocati da presidenti, terroristi e banditi. Al centro della sua ricerca è il corpo, che contiene il segreto della memoria collettiva: nell'arcaicità dei gesti si legge la saggezza arcana del popolo, la ricerca della liberazione attraverso l'uso sapiente dei sensi.

In collaborazione con Fondazione Palazzo Te.



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