"I miei fumetti raccontano cose banali, ma c'è talmente tanta aridità di pensiero in giro da farli sembrare stratosferici. Sogno un mondo in cui non serva ribadire concetti semplici, un mondo libero dai ruoli, dalla dittatura dei corpi, per una sessualità serena e consapevole". La fumettista Josephine Yole Signorelli – in arte Fumettibrutti – da tempo dipinge il suo vissuto e la sua quotidianità con spiazzante onestà, dividendosi tra social e carta stampata: con la trilogia di memoir Romanzo esplicito, P. La mia adolescenza trans e Anestesia ha trasposto nelle vignette la sua adolescenza travagliata, alla scoperta della propria identità di genere e in lotta contro la transfobia di una società che a volte sembra voler impedire la piena realizzazione di sé. Il fumetto diventa così valvola di sfogo che veicola una voce "disarmante e tagliente", mezzo ottimale per descrivere una realtà spesso più brutale della finzione, come racconterà l'autrice catanese a Teresa Ciabatti (Sembrava bellezza) e al pubblico presente.

Palazzo San Sebastiano
Largo XXIV Maggio, 12 - Mantova
Festivaletteratura