Quando tempi evoluti e a portata di touch screen incrociano le grette superstizioni di una remota comunità rurale, la miscela del racconto può deflagrare insieme ai nervi del lettore e trovare in un grande romanziere il migliore innesco. Nella Russia post-sovietica narrata da Aleksej Ivanov (I cinocefali), miti sanguinari ed eresie sepolte squarciano le certezze metropolitane dei giovani protagonisti, mostrando l'abisso tra la città e l'immensa campagna che già inquietò gli animi di Turgenev, Čechov e altri geni della letteratura. Può l'affresco di un San Cristoforo dalla testa di cane – sopravvissuto agli Zar e agli scheletri di ruggine del comunismo – portarci alla follia e confermare la nostra vulnerabilità davanti al potere delle fiabe nere? Gian Piero Piretto (Quando c'era l'URSS, Vagabondare a Berlino) incontra un titano della nuova narrativa russa, riscoprendo forze (e immaginari) ancestrali che irrompono in un presente segnato dal consumismo sfrenato e dalle mostruose disuguaglianze fra il centro e la periferia del mondo.

L'autore parlerà in russo, con interpretazione consecutiva in italiano.

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