Sono passati dieci anni dalla data considerata come inizio della crisi siriana e della conseguente guerra civile scaturitane, e in Siria la situazione non si è certamente placata, con le tragiche conseguenze umanitarie che ne derivano e centinaia di migliaia di profughi tuttora bloccati in Turchia. La reporter damascena Hala Kodmani da tempo documenta queste drammatiche vicende per il quotidiano francese Libération e ha recentemente pubblicato un'opera (La Siria promessa) che vale come riflessione sull'ultimo secolo di storia sociopolitica della sua nazione d'origine. Al Festival incontra la scrittrice tedesco-azera Olga Grjasnowa, che della Siria ha narrato le vicissitudini odierne nel romanzo Dio non è timido, in uno scambio letterario che diventa occasione per ripercorrere la strada che, dalla fine del colonialismo, ha portato alla stagione del regime di Bashar al-Assad e delle primavere arabe, "un'ora d'aria in una terra, che è e rimarrà a lungo una prigione". Dialoga con le due autrici la giornalista Francesca Caferri.

Olga Grjasnowa parlerà in tedesco, Hala Kodmani in francese, entrambe con interpretazione consecutiva in italiano.

In collaborazione con l'Institut français Italia e con Goethe-Institut Mailand.

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