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L'ultimo romanzo di MÓnica Ojeda, Mandibula, è incentrato sull'"orrore bianco" dell'adolescenza e sul rapporto morboso tra madri e figlie, volti del femminile che dialogano secondo un codice di desiderio e violenza; degli stessi temi si occupano anche le due raccolte di poesia pubblicate dall'autrice, El ciclo de las piedras e Historia de la leche. L'ombra di una maternità totalizzante, e violenta, si ritrova anche nei versi di Antiniska Pozzi, traduttrice e romanziera lei stessa (Per essere chiari), che nella sua ultima raccolta di poesie, Un nome di strega, sfrutta i moduli della tragedia greca per raccontare l'eredità di un male che si trasmette di madre in figlia, attraverso tre generazioni di donne.

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