Diamela Eltit
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Artefice di una vasta e articolata produzione narrativa e saggistica, è una delle voci più rilevanti del panorama letterario sudamericano. Nata a Santiago, studia letteratura all'Università del Cile, dove fonda il Colectivo de Acciones de Arte (CADA). Debutta in campo letterario negli anni Settanta, ma conquista una certa notorietà solo dopo l'uscita della raccolta di saggi Una milla de cruces sobre el pavimento (1980) e di Lumpérica (1983), «un romanzo visionario – come ha scritto Laura Scarabelli – nato come gesto di resistenza alla dittatura di Pinochet». Il suo nome si consolida definitivamente con la pubblicazione dei successivi lavori (Por la patria, El quarto mundo, El padre mío). Nell'arco della sua carriera ha ricevuto molti riconoscimenti (tra gli ultimi il Premio nazionale di letteratura 2018, il Premio internazionale Carlos Fuentes 2020 e il Premio FIL di Letteratura in Lingue Romanze 2021) e svolto un'intensa attività accademica in prestigiosi atenei. Testimone chiave delle trasformazioni sociali e culturali che hanno interessato il Paese natale e il Sudamerica negli ultimi decenni, le ha raccontate in profondità sia attraverso la lente del romanzo che del saggio narrativo, regalando ai lettori opere preziose come Mai e poi mai il fuoco e la raccolta Errante erratica.



Manodopera, Alessandro Polidoro Editore, 2020

Mai e poi mai il fuoco, Gran vía, 2021

Errante erratica. Pensare il limite tra letteratura, arte e politica, Mimesis, 2022

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