Nell'autunno del 1917, alla scuola militare di Parma, si incontrano due giovani coscritti, che la passione per la poesia rende subito amici: sono Eugenio Montale – premio Nobel per la Letteratura nel 1975 – e Sergio Solmi, futuro eminente critico letterario. Il rapporto tra i due prosegue negli anni attraverso una fitta corrispondenza, un monumentale carteggio (Ciò che è nostro non ci sarà tolto mai) reso finalmente pubblico grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, nel cui Archivio Storico sono conservate le carte di Solmi, apprezzato avvocato che per oltre 40 anni è stato al servizio della Banca Commerciale Italiana. Il carteggio spazia dal 1918 fino al 1980, abbracciando buona parte del Novecento: quasi un intero secolo che, nelle parole scambiate, viene ripercorso toccando vicende, personalità e pubblicazioni poi passate alla Storia. La scoperta di Italo Svevo, la prima genesi di Ossi di seppia, le riflessioni sul lavoro e sull'avvento del Fascismo sono solo alcune delle molteplici tematiche affrontate dai due eruditi scrittori; Francesca D'Alessandro – che ha curato la pubblicazione dell'epistolario – discute di questa viva testimonianza insieme al critico Antonio Prete (Il pensiero poetante) e al poeta Daniele Piccini (Luzi, Inizio fine).

Auditorium del Conservatorio Campiani
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