VARIAZIONE: Lorenzo Tondo non potrà intervenire al Festival. A conversare con Roberto Saviano sarà il giornalista Andrea Filippi.

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Domenica 24 maggio 1992: i più importanti quotidiani nazionali uscirono con delle prime pagine che – a caratteri cubitali – titolavano "Orrore, ucciso Giovanni Falcone", "Falcone ammazzato dalla mafia" o ancora "Tra Cosa Nostra e lo Stato è guerra totale". Il giorno precedente, in quella passata alla storia come Strage di Capaci, aveva perso la vita in un attentato il celebre magistrato, insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta. Da sempre in lotta contro la criminalità organizzata, Falcone divenne subito simbolo di coraggio e sacrificio, eppure molti di noi ignorano il complicato percorso che lo portò a compiere scelte difficili in nome della giustizia. Una ricostruzione viva e vitale di questo "conoscitore del diritto e dell'antropologia del potere" viene fatta da Roberto Saviano, che ha recentemente cercato di decostruirne l'icona per raccontarne le vicende umane, attraverso un attento studio di articoli, documenti e diari dell'epoca. Partendo da Corleone e arrivando fino al Maxiprocesso, l'autore di Solo è il coraggio discuterà insieme al giornalista Andrea Filippi del perché questa figura abbia "lo stesso peso intellettuale dei padri della Costituzione".

Palazzo Ducale - Piazza Castello
Piazza Castello - Mantova
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