Donne-poeta lungo i secoli tra Italia e Armenia

10 9 2015

Donne-poeta lungo i secoli tra Italia e Armenia

Autorevoli voci femminili raccontate nello spettacolo di Antonia Arslan e Nicoletta Maragno

"Io ti domando, fissando il tuo corpo d’erba, sei stata felice?". Con questa domanda di Antonia Arslan ha inizio l’evento Donne-poeta lungo i secoli tra Italia e Armenia sponsorizzato dall’associazione veneta Talenti di Donna, presso il Teatro Bibiena.

In occasione del centesimo anniversario del genocidio del popolo armeno, questo spettacolo poetico ha voluto rappresentare la 'galassia sommersa' di autorevoli ma dimenticate voci femminili che condividono la matrice culturale e la volontà di uscire dalla stanza tutta per sé tratteggiata da Virginia Woolf.

Diverse le personalità che si sono succedute sul palcoscenico: la sopracitata Antonia Arslan, autrice del bestseller mondiale La masseria delle Allodole, ha ricostruito la storia dell’antico legame tra la Serenissima Repubblica di Venezia e il popolo armeno; la studiosa Milena Bernardelli ha sottolineato come la consapevolezza dell’alterità femminile sia stato un atto rivoluzionario sbocciato in epoca rinascimentale; Nicoletta Maragno, attrice diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler, si è esibita in toccanti recitazioni poetiche dando prova di doti canore fuori dal comune.

Le indiscusse protagoniste dell’evento, però, sono loro: le italiane Veronica Gambara (Brescia 1485), Gaspara Stampa (Padova 1523), Veronica Franco (Venezia 1546), Moderata Fonte (Venezia 1555), Angela Veronese (Treviso 1778), Vittoria Aganoor (Padova 1855) e le armene Rosa Hovhannisyan (1961), Sona Antonyan (1967), Marine Petrossian (1970).

Condite il tutto con l’esibizione di tre eteree danzatrici che, con movimenti sinuosi ed espressioni melanconiche, hanno dipinto la realtà di donne-poeta tra nuvole, corvi e dimenticanze.

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