L'inno alla gioia di Antonio Albanese

7 9 2018

L'inno alla gioia di Antonio Albanese

Mille biografie di un solo uomo

A Festivaletteratura quest'anno si ride. All'umorismo, uno dei generi letterari più misconosciuti e bistrattati dalla critica, saranno dedicati numerosi e bizzarri eventi, frutto della complicità di scrittori e artisti che hanno coltivato questa passione in semi-clandestinità.


Antonio Albanese non ha bisogno di presentazioni. Lo dimostra la grande accoglienza riservatagli dal pubblico di Festivaletteratura. Tuttavia, tra le “mille facce” che Albanese ha mostrato negli anni, forse quella più sconosciuta è proprio la sua, quella dell’uomo dietro personaggi come lo stesso Alain Tonné, protagonista di Lenticchie alla julienne, ultimo libro dello showman di origini siciliane. La forza del libro sta nella struttura che vede alternarsi strampalate ricette di cucina ed esilaranti show cooking allestiti dallo chef Tonné. Albanese ne racconta le origini confessando di aver recitato per la prima volta proprio a Mantova la ricetta del “Gabbiano in crosta con lenticchie alla julienne”. Si tratta infatti della prima ricetta contenuta nel libro il cui obiettivo è criticare l'eccessiva spettacolarizzazione che da diversi anni contraddistingue il mondo della cucina esasperando, a suo giudizio, modi e atteggiamenti dei grandi chef.

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Il libro non tradisce le aspettative. Non le tradisce nemmeno Albanese che, sollecitato dall'amico giornalista Gian Antonio Stella, offre al pubblico riunito in Piazza Castello una retrospettiva di questi suoi trent’anni di produzione. Durante la carriera ha ricoperto forse tutti i ruoli che il mondo dello spettacolo ha da offrire: conduttore radiofonico, comico, imitatore, uomo di teatro, regista, sceneggiatore e attore, passando da ruoli drammatici a ruoli più leggeri. Il suo percorso inizia come quello di tanti suoi colleghi: dal bar Zelig a Milano, vera palestra di tutta una generazione di comici che da lì a pochi anni avrebbero riempito la scena italiana. È in quel periodo che Albanese inizia a meditare su temi che lo accompagneranno per tutta la sua carriera, come quello del lavoro. Non può trascurare la figura del padre, lavoratore instancabile che gli ha trasmesso una grande etica del sacrificio oltre che molti aneddoti da raccontare. Dopotutto è da lì che nascono gran parte dei suoi monologhi, dalle vicende da lui vissute in prima persona, dai bizzarri individui in cui si è imbattuto per caso nel corso della sua vita. Non tutto è affidato alla sorte. Lo dimostra il processo di creazione di Cetto La Qualunque, personaggio protagonista del fortunato film Qualunquemente.

«Cetto La Qualunque nasce da lontano. Mi accorsi che la volgarità stava iniziando a dilagare. Così decisi di partecipare a diversi comizi politici, assistendo a scene sconcertanti da cui presi spunto. Dopotutto esiste un certo tipo di umanità spaventosa che è bello rappresentare ed è giusto raccontare. Tutti dovrebbero venirne a conoscenza».

Altrettante storie nascondono le altre maschere che lo hanno accompagnato nel corso degli anni: da Epifanio ad Alex Drastico, da Ivo Perego a Mino Martinelli, tutti nati da un’esigenza di raccontare quella storia in quel momento. Aggiunge di essere stato influenzato da artisti coi quali ha poi avuto la fortuna di collaborare. Tra questi Paolo Villaggio: «La prima volta che vidi Fantozzi trovai un cinismo e una durezza disumani. Era "illegale" ma straordinario».

Albanese confessa poi di stare lavorando a un nuovo personaggio che, dovendo risultare uno specchio dei nostri tempi, non poteva che essere dipendente da antidepressivi.

«Il mio mestiere consiste nell’osservare. Chi fa teatro ha il grande vantaggio di essere sempre in viaggio, captando gli umori di città in città. Osservare non lo considero un lavoro, lo faccio perché mi piace. Dovremmo farlo più spesso perché tutti abbiamo del potenziale».


Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:

Il libro più divertente che ho letto, mercoledì 5 settembre ore 19.00 - Evento 14 “Storie da conigli ruggenti” - Evento 16 “Homo ridens lab” - Il libro più divertente che ho letto, giovedì 6 settembre ore 12.00 - Evento 33 “Raccontare i fatti propri a fumetti” - Il libro più divertente che ho letto, giovedì 6 settembre ore 18.00 - Evento 43 “Vietato annoiare” - Evento 56 “The Wild Man of Fiction” - Il libro più divertente che ho letto, venerdì 7 settembre ore 12.00 - Evento 86 “Umorismo Toscano” - Il libro più divertente che ho letto, venerdì 7 settembre ore 18.00 - Accenti, venerdì 7 ore 22.00 - Evento 107 “Fiutare l’ironia della quotidianità” - Il libro più divertente che ho letto, sabato 8 settembre ore 12.00 - Il libro più divertente che ho letto, sabato 8 settembre ore 14.00 - Evento 151 “Quando la matita lascia il segno” - Il libro più divertente che ho letto, sabato 8 settembre ore 19.00 - Evento 193 “Bravo brevissimo” - Il libro più divertente che ho letto, domenica 9 settembre ore 12.00 - Il libro più divertente che ho letto, domenica 9 settembre ore 14.00.

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