La "Seconda generazione"

8 9 2018

La "Seconda generazione"

Pregiudizi ed etichette

I piccoli volontari della redazione junior sono più che pronti. Saranno loro a raccontare gli eventi con nuove prospettive e presentare i laboratori della Casa del Mantegna, dedicati al nostro pubblico più giovane.


Jhumpa Lahiri, Sabrynex, Nadir Taji e Sabika Shah Povia provano a spiegare ai giovani come si sentono a essere considerati diversi o di "Seconda generazione" e come questo influenza la loro scrittura. Secondo Sabrynex è una considerazione sbagliata in quanto lei si sente italiana al 100%. Per Nadir questo è un aggettivo a cui non dà peso in quanto i suoi genitori sono arrivati in Italia prima di lui e lui è nato in Italia, per cui si considera proprio di "Seconda generazione". Jhumpa è in continua lotta contro queste etichette e i pregiudizi che vengono imposti agli stranieri secondo lei sono sbagliati.

Una delle domande che viene spontanea da chiedere alla giornalista è il motivo per il quale ognuno di loro scrive. Nadir risponde dicendo che scrive per lasciare un segno dopo la morte, per non essere dimenticato e per suo fratello che non è autosufficiente a causa di un incidente avvenuto alla nascita e per questo lui ha il terrore di non essere più in grado di prendersi cura del fratello. Jhumpa invece rivela che scrive per provare nuove identità e immedesimarsi in persone che hanno avuto esperienze molto diverse dalle sue, come racconta di aver fatto con i suoi genitori.

Gli scrittori presenti hanno dovuto combattere anche pregiudizi di carattere generale come ad esempio per l'età. Sabrynex invece ha dovuto combattere per il fatto di aver iniziato a scrivere su una piattaforma online e anonimamente. Infine, i due giovani autori hanno voluto chiedere a Jhumpa cosa pensa del fatto che hanno a scrivere così giovani e lei ha risposto che crede sia necessario avere scrittori giovani e li ammira per aver avuto coraggio e aver iniziato a scrivere così presto.

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