Scrittura in scena a Festivaletteratura

4 8 2015

Scrittura in scena a Festivaletteratura

di Magdalena Barile

Dai tragici greci ai protagonisti della drammaturgia contemporanea, tutti abbiamo letto o sentito parlare dei grandi nomi del teatro italiano e mondiale. Oggigiorno, nondimeno, la scrittura drammaturgica sembra spesso percepita come un corpo estraneo rispetto alla letteratura. A partire dalla parola di alcuni tra i più apprezzati autori del teatro italiano degli ultimi tempi e sotto il coordinamento di Magdalena Barile, autrice teatrale e televisiva, il Festival intende riportare questo tipo di testo al centro dell'attenzione, come ci spiega la coordinatrice del progetto.

Se il teatro contemporaneo abbia un posto di diritto all'interno della grande famiglia della letteratura o appartenga piuttosto all'area delle arti performative è una questione complessa. In Italia, dopo Luigi Pirandello e Eduardo de Filippo, la diffusione capillare di una letteratura teatrale si è disgregata fra regionalismi e circuiti molto ristretti. Si pensi a Giovanni Testori, i cui Segreti di Milano, per le parti romanzesche hanno avuto circolazione assai maggiore dei suoi testi teatrali.

Fino al secolo scorso quasi tutti gli scrittori illustri erano anche autori di teatro o di libretti d'opera. Dalla pagina al palco il passo era naturale, a tratti necessario, basti citare il caso clamoroso di Giovanni Verga con Cavalleria Rusticana. La parola si incarnava e trovava immediata destinazione nel pubblico. In mancanza di cinema, tv e computer il teatro era per eccellenza il luogo dove la letteratura incontrava la società, la pubblica piazza, luogo di scambio, innovazione e divertimento.

Oggi il teatro ha perso la sua centralità come medium ma come ogni arte in difficoltà ci ha guadagnato in vitalità. Complice la crisi economica e l'esigenza di rinnovamento, la drammaturgia contemporanea continua a dialogare con il presente. Dopo un decennio di teatro visuale, dagli anni '80 i cartelloni nazionali tradizionalmente saturi di classici hanno cominciato a proporre nuovi titoli, a puntare sull'inventiva di giovani compagnie dal taglio sempre più autoriale e l'esperimento sembra funzionare. Divi del cinema e della televisione lasciano la protezione del set per approdare a lunghe tournée teatrali dove ogni sera rischiano davanti a un pubblico nuovo interpretando autori spesso sconosciuti ai più. Anche i giovani sembrano andare a teatro più volentieri. Forse di fronte a tutti gli eccessi dell'era digitale la dimensione "live" del teatro, si è riconquistata un ruolo attivo nella dimensione sociale dell'individuo, dalla piccola alla grande città.

Negli ultimi anni molti autori italiani e stranieri hanno scelto il teatro per raccontare la realtà. Diversi sono gli approcci alla scrittura, dalla classica forma di commedia alla performance, dalla poesia al teatro di narrazione, generi sempre più soggetti a sconfinamenti e contaminazioni con altri linguaggi, la musica, la danza, le arti visive.

Sono quattro gli autori italiani coinvolti in questa prima edizione di Scritture in Scena al Festivaletteratura di Mantova: Lucia Calamaro, Fausto Paravidino, Letizia Russo e Michele Santeramo, esponenti di spicco della drammaturgia di oggi. Ogni autore parlerà del suo rapporto con la scrittura teatrale, delle influenze e delle connessioni con la narrativa, la poetica e la scrittura cinematografica; dei limite e della forza di tecniche e espressioni.

Per dare concretezza ai temi e fare da contrappunto alla conversazione gli incontri saranno scanditi da letture di testi estratti dai lavori teatrali più rappresentativi nel percorso di ciascun autore. Quando non interpreti dei propri testi, gli autori saranno affiancati da attori professionisti scelti da loro.

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