Un infopoint sul cambiamento climatico?

10 8 2015

Un infopoint sul cambiamento climatico?

di Federico Antognazza

Nel 2014 è uscito il quinto rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che documenta in maniera dettagliata gli effetti del cambiamento climatico per l’ambiente e per l’uomo, elabora scenari futuri e suggerisce possibili strategie di mitigazione. Ma cos'è di preciso l'IPCC e che scenario abbozza quest'ultimo rapporto? Ce lo racconta Federico Antognazza, membro dell'Italian Climate Network e uno degli esperti che durante Festivaletteratura sarà presente all'infopoint sul cambiamento climatico allestito a Piazza Erbe.

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L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è un organo intergovernativo (e non di ricerca diretta) aperto a tutti i Paesi membri della World Meteorological Organization (WMO) e dallo United Nations Environment Programme (UNEP) istituito nel 1988. Ogni governo ha un Focal Point IPCC che coordina le attività relative all’IPCC nel proprio paese.

Il ruolo principale dell’IPCC è quello di valutare l’informazione tecnico-scientifica e socio-economica rilevante per comprendere il fenomeno del cambiamento climatico, i suoi possibili impatti e in particolare i rischi per l’uomo ad essi associati, nonché le eventuali misure di risposta di adattamento e mitigazione da mettere in atto. L’IPCC è organizzato in tre gruppi di lavoro (Working Group – WG1): il WG1 che si occupa del sistema clima e della fenomenologia, il WG2 che si occupa della vulnerabilità dei sistemi naturali e socio-economici, degli impatti dei cambiamenti climatici e delle opzioni di adattamento ed infine il WG3 che si occupa della mitigazione dei cambiamenti climatici, ovvero la riduzione delle emissioni di gas serra. È inoltre presente una task force che si occupa degli inventari nazionali dei gas ad effetto serra redatte dagli stati nazionali.

L’attività principale dell’IPCC consiste nel produrre periodicamente Rapporti di Valutazione scientifica sullo stato delle conoscenze nel campo del clima e dei cambiamenti climatici (Assessment Reports). L’IPCC redige anche Rapporti Speciali (Special Reports) e Articoli Tecnici (Technical Papers) su argomenti ritenuti di particolare interesse scientifico e necessità. In questo modo fornisce anche supporto scientifico alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC).

Tra il mese di settembre del 2013 e il mese di ottobre 2014 l’IPCC ha presentato il Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici (Fifth Assessment Report – AR5). Il rapporto è composto di quattro distinti report: The Physical Science Basis, Impacts, Adaptation and Vulnerability , Mitigation of climate change e il Synthesis report.

L’AR5 rende evidenti le conclusioni più aggiornate circa lo stato del clima, il rapporto con le attività umane, i rischi legati agli impatti in corso e quelli futuro e le strategie e opzioni di mitigazione per ridurre le emissioni e mantenere la concentrazione di anidride atmosferica entro concentrazioni ottimali. Le principali conclusioni dell’AR5 sono contenute nel Syntesis Report.

  1. L’influenza dell'uomo sul sistema climatico è chiara, e le recenti emissioni antropiche di gas a effetto serra sono le più alte registrate nella storia. I cambiamenti climatici recenti hanno avuto un largo impatto sui sistemi umani e naturali;
  2. Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, e dal 1950, molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti nei decenni e nei millenni. L'atmosfera e l'oceano si sono riscaldati, le quantità di neve e ghiaccio sono diminuite, e il livello del mare è cresciuto;
  3. Le emissioni di gas serra di origine antropica sono aumentate fin dall'epoca pre-industriale, spinte in gran parte dalla crescita economica e demografica, e ora sono più alte che mai. Questo ha portato a concentrazioni di biossido di carbonio, metano e protossido di azoto che sono senza precedenti se confrontate con gli ultimi 800.000 anni. I loro effetti, insieme a quelli di altri fattori di origine antropica, sono stati rilevati in tutto il sistema climatico ed è estremamente probabile che siano stati la causa dominante del riscaldamento osservato a partire dalla metà del 20° secolo;
  4. Negli ultimi decenni, i cambiamenti climatici hanno causato impatti sui sistemi naturali e umani in tutti i continenti e negli oceani.
  5. Dal 1950 si sono osservati cambiamenti nei fenomeni meteorologici e negli eventi climatici estremi; alcuni di questi cambiamenti sono stati collegati all’attività antropica, tra i quali la diminuzione degli estremi freddi e l’aumento degli estremi caldi di temperatura, l’incremento delle forti precipitazioni in alcune regioni e l’innalzamento dei livelli dei mari;
  6. Le continue emissioni di gas ad effetto serra provocano un ulteriore riscaldamento e cambiamenti duraturi in tutti i componenti del sistema climatico, aumentando la probabilità di effetti gravi, pervasivi e irreversibili per le persone e gli ecosistemi. Limitare il cambiamento climatico è possibile attraverso una riduzione sostanziale e duratura delle emissioni di gas a effetto serra che, combinata con le azioni di adattamento, possano limitare i rischi del cambiamento climatico.
  7. Tutti gli scenari di emissioni elaborati evidenziano un incremento della temperatura media globale nel corso del 21° secolo. È molto probabile che le ondate di calore accadano più spesso e durino più a lungo, e che gli eventi di precipitazione estremi diventino più intensi e frequenti in molte regioni. Continuerà il processo di riscaldamento e acidificazione degli oceani e l’innalzamento del livello dei mari;
  8. I cambiamenti climatici amplificano i rischi esistenti e creano nuovi rischi sia per i sistemi naturali sia per quelli antropici; i rischi non sono distribuiti equamente e sono in genere maggiori per le persone e le comunità più a rischio in tutti i paesi ad ogni livello di sviluppo; anche azzerando le emissioni di gas serra di origine antropica, molti aspetti del cambiamento climatico e gli impatti ad essi associati continueranno per secoli.
  9. Adattamento e mitigazione sono strategie complementari per la riduzione e la gestione dei rischi legati ai cambiamenti climatici. La riduzione sostanziale delle emissioni nei prossimi decenni, in grado di ridurre i rischi climatici nel 21° secolo e oltre, aumenta le prospettive di adattamento efficace, riduce i costi e le sfide legate alla mitigazione nel lungo periodo e contribuisce a instaurare percorsi per lo sviluppo sostenibile resistenti ai cambiamenti climatici.
  10. Il cambiamento climatico è una minaccia per lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, ci sono molte opportunità di collegare la mitigazione, l'adattamento e il perseguimento di altri obiettivi sociali attraverso risposte integrate. L’efficacia di queste azioni si basa su strumenti e politiche strutturate, supportate da adeguate strutture di governance e una migliore capacità di risposta dei sistemi.

L’AR5 mostra quindi come sia tuttavia ancora possibile agire e instaurare un percorso di realizzazione di politiche di sviluppo che tengano conto del tema dei cambiamenti climatici considerando rischi ed effetti della mancata azione.

Durante la giornata di domenica 13 settembre, saranno presenti all’ infopoint sui cambiamenti climatici in Piazza delle Erbe alcuni rappresentanti di Italian Climate Network (www.italiaclima.org), l’associazione italiana direttamente impegnata nel divulgare, diffondere e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei cambiamenti climatici. Sempre domenica, alle 18.00 in Piazza Mantegna, si terrà una lavagna sul tema della sensibilità climatica a cura del prof. Sergio Castellari, ex Focal Point dell’IPCC e ora ricercatore distaccato all’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il prof. Castellari – che è uno dei fondatori di Italian Climate Network - sarà inoltre presente all’ info point per rispondere a domande, curiosità e approfondire le varie tematiche legate ai cambiamenti climatici insieme agli altri rappresentanti dell’associazione.

Immagine: Victor Korniyenko (From Wiki.) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons



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