Acqua
Melania G. Mazzucco
s., dall'italiano
Festivaletteratura

E’ la molecola basica, originaria, della vita. Infatti preferisce il singolare (il suo plurale, le ‘acque’, in italiano evoca quasi sempre situazioni critiche: malattie da curare, difficoltà e disagi, inizio traumatico del parto, territorialità discussa). Ma nello stesso tempo è un composto, presuppone l’aggregazione di elementi diversi (2 atomi di idrogeno e 1 di ossigeno). Siamo fatti d’acqua e ne condividiamo la solitudine sorgiva e il destino sociale.

Forse per questa sua contiguità con la generazione della vita l’acqua è di genere femminile in molte lingue del mondo. Il gioco di parole tuareg “aman-iman” (acqua-vita) sottolinea la sinonimia dei termini.

L’acqua è ugualitaria. Accetta di essere associata a qualsiasi aggettivo: bianca, dolce, dura, cheta, corrente, salata, piovana, potabile, frizzante, ossigenata, benedetta, angelica, santa, ma anche pazza, putrida, marcia, stagnante, nera o morta.

L’acqua è democratica: non ammette differenze tra gli esseri viventi. Li abita tutti.

L’acqua non ha forma ma non può essere fermata.

I proverbi e i modi di dire legati all’acqua di solito rimandano all’accettazione del corso delle cose (per esempio “l’acqua bisogna lasciarla correre verso il basso”, “acqua passata non macina più”, “l’acqua scava la roccia”). L’acqua è associata all’inevitabile, cioè al trascorrere della vita.



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