Besa
Gezim Hajdari
s., dall'albanese
Festivaletteratura parola data

La besa albanese è nota in tutti i Balcani. È la fede giurata, la parola data (fjala e dhanum), la protezione promessa ad un ospite, ad un amico. La besa o fjala e dhanum significa sicurezza e giuramento ma anche tregua e libertà. La besa è qualcosa di assoluto e complesso nello stesso tempo: è un patto di fedeltà che si stringe con un uomo, vivo o morto, con un’istituzione (l’ospitalità), con la propria terra. C’è una besa da rispettare persino con il nemico ucciso.
La besa per gli albanesi ha un significato molto profondo, non vuol dire solo "parola data”, ma anche rispettare tale promessa a costo della propria vita. Un detto albanese dice: «Fjalen e dhene nuk e trete dheu» ossia “la parola data non si annienta nemmeno sotto terra”. «La parola di un uomo vale più della vita stessa», dice il codice d’onore dei miei avi.
 La besa non riguarda solo i rapporti interfamiliari ma anche i rapporti e le alleanze con i membri del fis (stirpe) e dell’intera comunità
Essa è dimostrazione morale dell’uomo che tiene fede agli impegni e attribuisce alla parola data il valore di un comportamento inviolabile. L’uomo d’onore, dice il Kanun (Il Codice Orale Albanese, raccolta di norme consuetudinarie), non rifiuta la besa a chi l’ha chiesta. E stato proprio nel Kanun che la besa, come parte delle norme di vita del mio popolo, nel corso dei secoli, assunse un valore assoluto nella personalità di ogni albanese. La besa è una istituzione che indica il culto dell’onore e del dovere dell’ospitalità.
Il principio morale cardine della popolazione albanese è la burrnija, che deriva da burrë (uomo). Per affermare l’onestà e l’onore dell’albanese basta domandare: a je burrë me besë?: sei uomo di besa?” La besa corrisponde al significato di ospitalità e protezione di chi ha bisogno, ndipendentemente dalla razza o dalla religione: aiutare conferisce onore.
La besa supera la sfera dell’uomo singolo è diventa norma di vita collettiva e quindi virtù sociale.



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